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Teatro, i video racconti del progetto U-tòpi-a-Venezia

Sono disponibili da questa settimana sui canali social del Tsv. Il progetto era iniziato lo scorso ottobre in presenza al Goldoni e ha permesso di tenere in vita la comunità di chi ama il teatro

Abbiamo visto tutti le immagini di una Venezia deserta durante il lockdown e le giornate in zona rossa. Ma la città e i suoi abitanti non si sono mai fermati e con essi lo spirito di partecipazione e resilienza che da sempre li contraddistingue. Lo stesso spirito che ha spinto 30 residenti veneziani a frequentare, dallo scorso ottobre fino ad oggi, al Teatro Goldoni i laboratori di teatro di cittadinanza ideati dal regista Mattia Berto per lo Stabile del Veneto.
 
Un gruppo di cittadini appassionati di teatro, che nel rispetto di tutti i protocolli di sicurezza e delle disposizioni anticontagio ha lavorato dal vivo al progetto U-tòpi-a-Venezia abitando e animando gli spazi del Teatro Goldoni, suddivisi in due gruppi da 15, per due giorni a settimana, con la speranza di poter portare in scena, appena sarà possibile, le loro performance sulle vie d’acqua della città, in collaborazione con alcune società di canottieri veneziane.

Nel frattempo il regista Mattia Berto ha chiesto, a ognuno di loro di produrre delle performance video in cui raccontare questa esperienza e il loro sguardo sulla città di Venezia, partendo dal lavoro fatto sul concetto di utopia, nelle ore di laboratorio. I risultati di queste video performance sono disponibili a partire da questa settimana sui canali social del Teatro Stabile del Veneto, Facebook, Instagram e YouTube.

«Lavorare dal vivo con i cittadini ci ha permesso di tenere in vita la comunità di chi ama il teatro  e allo stesso tempo un pezzo di città - dichiara Massimo Ongaro, direttore Teatro Stabile del Veneto – Con i laboratori di Berto, le diverse produzioni allestite per il digitale e la formazione dei nostri giovani attori, stiamo dimostrando che i protocolli di sicurezza funzionano e che la macchina teatrale non si è mai fermata».

«Ci sarebbe piaciuto poter restituire il frutto di queste ore di lavoro sempre dal vivo - commenta Mattia Berto - ma in attesa che la situazioni migliori e si riesca pian piano a ritornare alla normalità abbiamo chiesto ai nostri U-tòpi di raccontarci con un video le loro riflessioni su Venezia, immaginando per un giorno di prendersi cura di un tassello della loro città. Ne sono nate idee e visioni utopiche, a tratti anche realistiche e realizzabili, riflessioni utili in un momento come questo a ricostruire in qualche modo una comunità sfaldata dal Covid-19. Ma la cosa più bella è che a smuovere tutto ciò sia stato proprio il teatro».

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