Mercoledì, 28 Luglio 2021
Attualità

La telecardiologia in emergenza Covid, in due mesi 200 pazienti visitati online

Modalità innovativa di cura per evitare che i pazienti affetti dalle cronicità subiscano una riduzione dell'assistenza legata all’ondata pandemica

Telecardiologia

In due mesi 200 pazienti visitati online: con la telemedicina in emergenza Covid sono stati garantiti tutti gli appuntamenti dedicati al cuore all'ospedale  di Chioggia: ambulatorio divisionale e ambulatori specialistici convertiti alla telecardiologia. 

Il reparto di Cardiologia clodiense dell’Ulss 3, guidato dal primario Roberto Valle, sta garantendo da remoto tutte le visite. Sono stati quindi attivati tre ambulatori dedicati alle malattie cardiologiche più delicate, come lo scompenso cardiaco e le aritmie. Tutti gli ambulatori sono condotti da un’equipe formata da un cardiologo e un'infermiera specializzati sulle specifiche patologie. In questo caso, le cardiologhe Michela Bevilacqua ed Elisabetta Garelli, assieme alle infermiere Arianna Penzo e Gina Valentino, stanno seguendo da remoto i pazienti affetti da queste malattie. I professionisti combinano in teleconferenza la visita medica e il colloquio infermieristico.

Tutti i pazienti che hanno necessità di essere televisitati, sono contattati dallo stesso reparto. Otto pazienti su dieci confermano in media l’appuntamento. «La maggior parte degli anziani è comunque affiancata da figli o giovani nipoti, che li assistono durante la visita a distanza», racconta l'infermiera Valentino. Nello stesso reparto continuano comunque in presenza visite ed esami con priorità alta, che richiedono in ogni caso la presenza fisica del paziente in ambulatorio. Nella totalità delle visite, tre pazienti su dieci si recano in loco nel reparto di Cardiologia di Chioggia per essere visitati, sette su dieci lo “frequentano” a distanza grazie alla telecardiologia. Una frequentazione in sicurezza e che dà frutto, ad esempio, anche nei casi di pazienti ipertesi o ipercolesterolemici che godono di buona salute e hanno bisogno di una visita di controllo per valutare i livelli pressori o di colesterolo e aggiustare la terapia farmacologica.

telecardiologia chioggia 5-2

Il paziente viene contattato telefonicamente e viene verificata la sua disponibilità a svolgere una televisita, in temporanea sostituzione della visita in presenza. Cinque minuti prima dell’appuntamento, il paziente si collega alla sezione “Visitami”. A quel punto l'utente viene videochiamato dagli specialisti. Nonostante la distanza fisica, il cardiologo e l’infermiera di Cardiologia agiscono come se il paziente si trovasse in ambulatorio, chiedendogli di elencare i motivi che hanno portato alla visita, di descrivere i sintomi e di esibire gli eventuali esami eseguiti. Il cardiologo poi redige eventuali impegnative, programmando, se lo ritiene, altre visite e controlli strumentali.

«Numerosi sono i vantaggi di questo ambulatorio telecardiologico - sostiene il primario Valle -. Per prima cosa, questo nuovo strumento tecnologico consente di valutare lo stato di salute del paziente. È evidente che non si ha la completezza di una visita in presenza (che può rimanere insostituibile). Vi sono però molte condizioni che possono essere esaustivamente svolte da remoto, si pensi per esempio a un aggiustamento posologico di una terapia antiipertensiva o ai pazienti che vengono per una valutazione breve coi risultati di un accertamento eseguito. Questo è ancor più vero nel caso di pazienti anziani, residenti nelle frazioni poco servite dai mezzi pubblici, con difficoltà di accesso ai servizi sanitari. La Cardiologia ospedaliera ha fatto tesoro dell’esperienza della prima ondata e ha messo in atto nuove modalità assistenziali per mantenere stretto il contatto con i pazienti affetti da malattie croniche». «Questa modalità innovativa di cura sanitaria vuole evitare che i pazienti affetti dalle cronicità subiscano una riduzione dell'assistenza legata all’ondata pandemica - spiega il direttore generale dell’Ulss 3 Giuseppe Dal Ben -. La telecardiologia offre un canale di cura diverso, ma altrettanto efficace in chi non necessita di una visita in presenza, mantenendo nel contempo quanti più pazienti possibile a domicilio».
 

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