Via libera del comitato tecnico all'impianto di Fusina. Avanti due linee. Bloccati i fanghi

Autorizzato venerdì a Roma l'aggiornamento tecnologico per produrre direttamente energia dal css. Chiesti approfondimenti per il trattamento dei residui potenzialmente contaminati da Pfas

Una linea del termovalorizzatore a Fusina, archivio

Via libera dal comitato tecnico all'impianto di trattamento del css (combustibile solido secondario) di Ecoprogetto Veritas a Fusina. È l'esito dell'incontro di venerdì a Roma sul progetto di aggiornamento tecnologico del polo impiantistico, fra il ministro dell'Ambiente Sergio Costa, la Regione Veneto con l'assessore Gianpalo Bottacin. Nell'iter autorizzativo la prossima conferenza di servizi considererà solo le due linee convenzionali, scorporando la terza relativa al trattamento dei fanghi di depurazione urbana potenzialmente contaminati dai Pfas. La Linea 3 dovrà seguire un percorso tecnico scientifico diverso dall’adeguamento tecnologico delle attuali linee già esistenti in quanto, pur essendo condivisa la necessità di trattare i Pfas, tale operazione dovrà essere fatta con tecnologie validate dalla comunità scientifica nazionale.

Prima di effettuare i passaggi autorizzativi saranno coinvolti, per le scelte tecnologiche, gli enti del sistema nazionale sanitario e di protezione ambientale, al fine di accompagnare gli enti territoriali nelle politiche strategiche future sui trattamenti degli inquinanti emergenti. «Abbiamo sospeso la procedura -  ha sottolineato Bottacin –. Vogliamo conoscere ogni possibile conseguenza sul piano ambientale scongiurando innanzitutto rischi per la salute dei cittadini. Per il presidente di Veritas Vladimiro Agostini l'autorizzazione del progetto per produrre direttamente energia nell’impianto di Fusina dal Combustibile solido secondario (Css) «è un’ottima notizia. Anche chi contesta si accorgerà che difendiamo la salute dei cittadini e rispettiamo il territorio. Un progetto - dice - pensato esclusivamente per garantire l’interesse pubblico del sistema di smaltimento dei rifiuti. Stiamo parlando solo del 15% dei rifiuti raccolti nel nostro territorio, dal momento che l’82% è avviato al riciclo».

Per Agostini con l'autorizzazione all'impianto viene allontanato ogni rischio di crisi o emergenza nello smaltimento dei rifiuti, in particolare del rifiuto secco residuo, «che ora siamo costretti a inviare in impianti in Lombardia con aumento dei costi e dell’inquinamento dovuto al traffico dei camion sulle strade. Voglio rassicurare tutti i cittadini, pure quelli che hanno agitato immotivate paure e hanno contestato l’impianto. Il progetto esaminato dal tavolo tecnico è perfettamente sicuro e a norma per quanto riguarda il rispetto della salute delle persone e dell’integrità del territorio». Per il presidente di Municipalità di Marghera Gianfranco Bettin:

“Il via libera del comitato tecnico alle due linee del l’inceneritore Veritas Ecoprogetto di Fusina è di fatto un via libera all’insieme dell’impianto, essendo il rinvio a una seconda fase della parte relativa ai fanghi di fatto già previsto. Si conferma così la volontà di procedere ignorando obiezioni, preoccupazioni e alternative proposte da comitati, associazioni, Municipalità di Marghera. Una scelta sbagliata, una forzatura contro cui reagiremo”.

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