L'espansione in terraferma e la "Grande Venezia": aspetti inediti in una tesi di dottorato

Lavoro di Vittorio De Battisti Besi, che ha conseguito il massimo grado di istruzione universitaria allo Iuav. La ricerca si basa su un fondo documentale in possesso dell'Ater

Aspetti inediti dello sviluppo di Venezia tra '800 e '900. Sono quelli che emergono dalla tesi di dottorato di Vittorio De Battisti Besi, che ha conseguito il massimo grado di istruzione universitaria all'Università Iuav con una lavoro intitolato "Le strategie dello Iacp-Ater e il progetto per la Grande Venezia". La tesi ricostruisce la storia degli interventi di edilizia popolare in laguna, avviati dallo Iacp veneziano (oggi Ater) tra il 1914 e il 1936, inserendoli nel quadro più ampio delle politiche urbane che caratterizzano lo sviluppo della città in terraferma. Relatore della tesi è stata la professoressa Maria Bonaiti, docente di Storia dell’architettura dell’ateneo veneziano.

Il fondo documentale

La ricerca si è basata su un fondo documentale, in gran parte inedito, conservato nell'archivio dell’Ater, messo a disposizione dall’ente, che voluto aprire le porte dell’archivio in occasione del centenario dell’azienda. La collaborazione dell’università con Ater, iniziata con una serie di iniziative per le celebrazioni del centesimo anniversario dell’azienda, ha funto da apripista per il lavoro di tesi di De Battisti Besi. Un progetto di ricerca che ha attirato anche l'attenzione di varie istituzioni, interessate ai temi trattati dallo studioso. La tesi è stata supportata anche da Federcasa e da una borsa di studio del Centrouniversitario cattolico della Conferenza episcopale italiana.

I punti della ricerca

Molti i punti nodali ricostruiti dalla ricerca, in particolare il ruolo chiave di Giuseppe Volpi, la questione relativa alla salvaguardia del "carattere veneziano" e dell’inserimento, nella Venezia storica insulare, di architetture nuove per linguaggio e per tecniche costruttive. Il racconto ha anche inquadrato l’attività dello Iacp non solo nel ristretto ambito veneziano ma anche in un quadro geograficamente ampio, nazionale e internazionale, raccontandone l’importanza all’interno del progetto della "grande Venezia" di cui Volpi è il principale animatore. Un progetto, quello di Volpi, che necessita di un’espansione della città in terraferma e che porta alla realizzazione del quartiere di Marghera, legato al porto industriale.

Venezia, Iacp e espansione in terraferma

"L’espansione in terraferma, - ha spiegato De Battisti Besi - dopo la costruzione del ponte ferroviario è il più rilevante fenomeno nella storia urbana di Venezia durante l’ultimo secolo e avviene secondo una precisa strategia all’interno della quale lo Iacp sembra avere un ruolo determinante che viene raccontato anche attraverso alcuni quartieri, scelti come casi studio. Questi sono il quartiere Vittorio Emanuele III a Sant’Elena, Benito Mussolini a Santa Marta, e le "città giardino" al Lido e a Marghera".

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