Test sierologici Covid-19: il progetto pilota di Tecnostrutture di Noventa di Piave e Centro di Medicina

L’azienda si è rivolta ad Assindustria Venetocentro che ha realizzato il collegamento con il centro, rete regionale di strutture sanitarie private e convenzionate

Il test sierologico per il Covid-19 entra nelle aziende e nei cantieri quale strumento per agevolare la riapertura o il proseguimento dell’attività lavorativa in sicurezza. Un esempio pilota arriva dal Veneto con l’esperienza, coordinata da Assindustria Venetocentro, di Tecnostrutture, azienda di Noventa di Piave specializzata nella produzione di travi e pilastri in acciaio - calcestruzzo che compongono il sistema NPS, che l’azienda sta utilizzando in importanti cantieri all’estero come quello per l’Odense University Hospital, il più grande ospedale della Danimarca, con una superficie pari a oltre 35 stadi di calcio, e quello per il Propylee nel Principato di Monaco, il camminamento avveniristico progettato da Fabrice Notari e Rudy Ricciotti, uno spazio soprelevato a 8,3 metri d’altezza con un’area verde sul famoso Boulevard du Jardin Exotique. Per quest’ultimo lavoro, l’impresa costruttrice Engeco ha chiesto, come da prassi nel Principato, di eseguire il test sierologico ai tecnici di cantiere di Tecnostrutture per proseguire i lavori.

Il progetto

L’azienda si è rivolta ad Assindustria Venetocentro che ha realizzato il collegamento con Centro di Medicina, rete regionale di strutture sanitarie private e convenzionate, con sede sociale a Villorba (Tv), che ha eseguito il test ai collaboratori di Tecnostrutture impegnati nel cantiere, coinvolgendo il medico del Lavoro dell’azienda, dottor Ezio Casarin, che ha rilasciato la certificazione da comunicare ai committenti esteri. Il test è il Nadal Covid-19 IgG/IgM marcato CE-IVD e regolarmente iscritto al Ministero della Salute con repertorio n. 1938781/R. I dipendenti testati sono risultati negativi al Covid-19 e da oggi, martedì 14 aprile, potranno continuare nel montaggio di travi e pilastri di Tecnostrutture in Danimarca e a Montecarlo.

Impressioni

«Innanzitutto - dichiara il titolare Franco Daniele - siamo molto contenti che i nostri collaboratori stiano bene e li ringraziamo per la disponibilità a partecipare a questa iniziativa. Siamo altresì orgogliosi che Tecnostrutture sia apripista nell’adozione di questo test a livello regionale, spingendo su innovazione e sicurezza, e creando un modello per gestire i cantieri durante la crisi da Covid-19. Ringrazio la nostra Associazione, Assindustria Venetocentro, per averci dato un contributo essenziale a realizzare la rete con Centro di Medicina, che anche in questa occasione ha saputo mettere a nostra disposizione competenza, professionalità ed innovazione. Lavorare in sicurezza è sempre stata per noi una priorità, ora abbinata anche alla sicurezza sanitaria e anche dopo l’esito del test continueremo ad adottare tutte le migliori procedure di prevenzione». Per la presidente di Assindustria Venetocentro - Imprenditori Padova Treviso Maria Cristina Piovesana: «la salute dei collaboratori è la premessa essenziale per ripartire in sicurezza. Per la nostra Associazione, in prima linea fin dall’inizio nel supportare la gestione dell’emergenza nelle aziende del territorio, l’esempio promosso da Tecnostrutture è importante anche in proiezione futura, per assistere altre imprese, molte delle quali impegnate in progetti internazionali, e per creare, d’intesa con le Istituzioni e gli esperti sanitari, dei protocolli per la tutela della salute nei luoghi di lavoro che tengano conto e riducano al massimo anche i rischi di contagio da coronavirus».

Il metodo

Il metodo Covid-19 IgG/IgM  Rapid Test  è un test rapido per il riconoscimento degli anticorpi (nel sangue intero, plasma e siero) sviluppati dal sistema immunitario in caso di infezione da nuovo coronavirus 2019-nCOv. Il test rapido non è in sostituzione del tampone naso-faringeo, ma un valido aiuto per test preliminari  in quanto di facile attuazione e di veloce lettura. In più la ricerca di anticorpi IgG può dare informazioni su quanti pazienti sono venuti a contatto con il virus. Ovviamente, il kit non è assolutamente da intendersi autodiagnostico ma solo per uso professionale perché i risultati vanno sempre analizzati da professionisti del settore medico in unione al quadro anamnestico e all’esame obiettivo del paziente.

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