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Italia Nostra: "Tornelli inutili, i turisti vanno fermati. Prenotazioni per imporre un limite"

L'associazione d'accordo con la proposta del governatore Zaia. Ma anche così, resterebbe il problema di alberghi e b&b: "Venezia è stata venduta, se non si cambia davvero morirà"

Italia Nostra d'accordo con le considerazioni espresse dal presidente della Regione Luca Zaia, ovvero sull'ipotesi di imporre un limite agli accessi giornalieri a Venezia. Mentre i varchi di Brugnaro sono un'idea da scartare, secondo il commento amaro e ironico di Lidia Fersuoch, presidente della sezione veneziana dell'associazione: "Quella dei tornelli, con il proposito che sta loro alla base di spalmare i visitatori in soprannumero in aree dove ancora alligna un residuo fastidioso di residenzialità (distruggendo anch’essa), è un’idea vecchia".

Alberghi e b&b fuori controllo

"Il governatore Zaia la pensa come noi - spiega - che da anni invochiamo la necessità di ridurre la pressione turistica e programmare e prenotare le visite a Venezia. Ma anche in questa pur confortante ipotesi, resta comunque il problema dei problemi: l’accesso garantito a tutti coloro che dormono a Venezia, che sono diventati un numero enorme. I posti letto in strutture alberghiere ed extra continuano ad aumentare. Pensiamo solo che nei prossimi mesi saranno pronti nuovi enormi ‘contenitori di turisti’ come l’ex Ca’ di Dio, l’ex Catasto, l’ex Adriatica navigazione, le ex fornaci vetrarie di Murano, i mega ostelli della stazione di Mestre, le isole vendute dallo Stato e dal Demanio senza pensare ai cittadini ma solo al denaro. Dopo San Clemente e Sacca Sessola, è la volta del faro Spignon, delle Grazie, di San Secondo, dell’Idroscalo, poi ci venderanno anche San Giacomo in Paludo, Poveglia. Una corona di alberghi in laguna e i veneziani privati per sempre delle loro isole, che da decenni reclamavano sperando in un riuso per la città".

Rischio che Venezia diventi una ex città

Intanto le case spariscono. Negli ultimi cinque anni ci sono stati più di mille cambi di destinazione d’uso: ogni due giorni una casa diventa albergo. Una valanga di nuovi posti letto, nessuna idea, nessun progetto per Venezia, se non di farla diventare un’ex città. Neppure basterebbe fermare i cambi di destinazioni d’uso, provvedimento ormai insufficiente. Per evitare la fine che inesorabilmente ci attende, di nuovo Mont Saint-Michel, isola senza più abitanti, urgono interventi strutturali. Come sostenevano i commissari dell’Unesco nel 2015 c’è bisogno di misure legislative e incentivi fiscali per riacquisire a destinazione residenziale le case diventate alloggi turistici. Ma i veneziani sono troppo pochi e pesano troppo poco elettoralmente perché qualcuno pensi a loro seriamente".

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