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Martedì, 31 Gennaio 2023
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Donate alla Querini Stampalia tre opere di Corrado Balest

Entreranno a far parte della collezione permanente della fondazione

Tre opere di Corrado Balest (1923-2016) entrano a far parte del fondo Giuseppe Mazzariol della Querini Stampalia. Le opere, grazie al generoso gesto di Giovanna Carignani Balest, vanno ad aggiungersi alla collezione permanente della fondazione, che già conserva un'altra opera dell'artista, Angelos del mare, tavola del 1977.

Le tre tele donate, Venezia (1952), Alzata con frutta (1989) e Mediterraneo (2008), scelte in comune accordo con le curatrici della collezione Balest, Cristina Beltrami, Martina Massaro, Chiara Romanelli, insieme a Chiara Bertola, responsabile per l'arte contemporanea della Fondazione Querini Stampalia, segnano tre momenti nevralgici della carriera dell’artista, dai suoi esordi negli anni Cinquanta sino agli anni Duemila.

Questa donazione, oltre a ribadire il rapporto di reciproca stima e amicizia che legava Balest a Mazzariol, può intendersi anche come un ritorno in un luogo d’elezione per l’artista che qui ebbe, nel 1995, un’indimenticata personale. L’anno seguente, nel marzo del 1996, è stata sempre la fondazione ad ospitare, da un’idea di Giorgio Busetto, i 12 quadri in due atti di Corrado Balest, ovvero un elegante volume edito da Neri Pozza e presentato per l’occasione da Manlio Brusatin.

«Questa donazione ci onora - ha dichiarato Marigusta Lazzari, direttore della Querini Stampalia - e ringrazio gli eredi di Corrado Balest per aver scelto la Fondazione quale luogo a cui affidare queste opere. È un gesto importante che si aggiunge e va ad esaltare una coralità di tributi di affetto per la più antica fondazione culturale italiana. Il riconoscimento di una attività che dal 1869, per oltre 150 anni quindi, viene proposta con responsabilità, rispetto, innovazione».

L'artista

Corrado Balest (Sospirolo, Belluno1923 - Venezia 2016) si forma con Guido Cadorin presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia, Istituzione nella quale anche insegnerà per un breve tempo. Nel 1950, giovanissimo, ha la sua prima personale alla Bevilacqua La Masa, momento nel quale sviluppa una carriera autonoma ed originale che nel 1955 lo porta ad esporre alla Quadriennale a Roma e in seguito alla Biennale di Venezia.

Condivide lo studio con Tancredi a Palazzo da Mosto; è legato alla galleria del Traghetto, grande laboratorio degli artisti veneziani, ed è membro degli Incisiori veneti. Balest vive dunque quella straordinaria stagione della Venezia del dopoguerra, carica di energie, animata dalla presenza in città di Peggy Geggenheim, quanto di grandi critici come Giuseppe Mazzariol, di editori come Neri Pozza e dei poeti - Diego Valeri, Carlo Della Corte, Ugo Fasolo, Fernando Bandini, Tiziano Rizzo, Andrea Zanzotto - che Balest frequenta assiduamente, accompagnando con disegni e incisioni le loro raccolte di versi.

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