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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
Attualità Chioggia

Ipotesi di tagli ai treni sulla Adria-Chioggia: monta la protesta

Tra i possibili scenari per i prossimi anni c'è quello di sostituire una parte delle corse con bus. Pd e M5s sul piede di guerra: «La Regione ha abbandonato questa tratta, i pendolari se ne vanno perché stanchi dei disservizi»

La nota di precisazione diffusa oggi dalla Regione Veneto conferma il succo della questione: sulla tratta ferroviaria Chioggia-Adria si rischia nei prossimi anni di vedere il taglio di una parte dei treni, sostituiti da autobus. L'ipotesi, pubblicata sul sito del concessionario della linea Infrastrutture Venete, rientra tra gli scenari futuri in vista della gara per l'affidamento del servizio di trasporto. Ma suona già come una mezza resa, perché trasferire - anche se solo in parte - il trasporto persone dalla rotaia alla gomma è un passo indietro nell'ambito della mobilità e della green economy.

Bus al posto dei treni

Il dibattito riguarda la gara che Infrastrutture Venete srl, su incarico della Regione, sta preparando per assegnare il servizio di trasporto ferroviario sulle linee Adria-Mestre, Rovigo-Verona e Rovigo-Chioggia, attualmente gestito da Sistemi Territoriali Spa. Il nuovo appalto durerà dieci anni, dal 2023 al 2032. Mentre per la Adria-Mestre e la Rovigo-Verona il numero dei passeggeri «è tale da giustificare il servizio», scrive la Regione, «non altrettanto accade sulla Rovigo-Chioggia»: su questa linea sembra che sarà privilegiato lo scenario definito conservativo, ovvero quello che prevede il mantenimento delle corse su treno nella fascia oraria di punta ma il trasferimento su gomma nella fascia di "morbida", con autobus sostitutivi, appunto, nella tratta fra Adria e Chioggia. Questo scenario sarà inserito nel bando di gara che dovrebbe essere pubblicato entro primavera.

«Scelta anacronistica e irricevibile»

La Regione insiste sul «ridottissimo numero» di passeggeri che utilizzano questa tratta per cui economicamente non conviene far viaggiare il treno, ma è da anni che l'utenza e le forze di opposizione lamentano disservizi che la rendono poco attrattiva e allontanano gli utenti. Un cane che si morde la coda. Così la formulazione di questi scenari diventa «uno schiaffo al territorio del basso Veneto», usando le parole dei rappresentanti del Movimento 5 stelle, l'assessore ai Trasporti del Comune di Chioggia, Daniele Stecco, e la consigliera regionale Erika Baldin. «Abbandonare il ferro a favore del trasporto su gomma è un'ipotesi irricevibile, anacronistica e scellerata. Tutti sappiamo i problemi della linea Rovigo-Adria-Chioggia: ad un unico binario, con mancata elettrificazione, presenta mezzi non adeguati, con l'aggiunta di frequenti ritardi e disservizi. Tutto ciò è stato amplificato dalla scarsa attenzione di chi ha il compito di gestire l'infrastruttura, con la conseguenza naturale di un calo drastico dell'utenza».

«Linea abbandonata»

La segretaria del Pd di Chioggia, Barbara Penzo, rincara la dose: «Da sempre Chioggia si rivolge alla Regione per chiedere di investire su questo territorio e farci uscire dal nostro isolamento infrastrutturale, di rimodernare le nostre linee ferroviarie, insufficienti e obsolete. Sono anni che chiediamo attenzione per questa pseudo ferrovia, che andrebbe potenziata e non penalizzata ulteriormente. Più si creano disservizi, più i pendolari se ne vanno. Tecnologia da terzo mondo, ritardi costanti, cancellazioni improvvise, tempi di percorrenza lunghissimi, sediolini e carrozze inadeguate, aria condizionata inesistente, stazioni abbandonate: è ovvio che così si disincentiva l'utilizzo del servizio». Penzo conclude spiegando: «Ci attiveremo su tutti i livelli per opporci a questo scenario. Entro giugno deve intervenire una mobilitazione politico-istituzionale».

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