Cerimonia dei fiori: le donne del Trifoglio rosa ricordano le amiche che non ci sono più

Un pensiero alle donne malate di tumore al seno che si sono spente durante il lockdown. Il presidio ospedaliero di Monastier ha donato 5mila euro, frutto delle campagne di prevenzione dell'anno scorso

Le “Trifoglio Rosa Mestre”, donne operate di tumore al seno della squadra di dragon boat della Canottieri Mestre, hanno organizzato ieri una cerimonia a Punta San Giuliano, sede della società, per salutare simbolicamente le loro compagne che non ce l’hanno fatta. Salite a bordo delle imbarcazioni si sono disposte a ventaglio nella laguna e, accompagnate da una rappresentanza della “Big Vocal Orchestra”, hanno lanciato nell’acqua i loro fiori: uno per ogni donna che se n’è andata nel periodo del lockdown, quando non era permesso neppure celebrare funerali. L’iniziativa fa parte del calendario dell’Ottobre Rosa, mese dedicato alla prevenzione del tumore al seno, e ha visto la partecipazione anche della presidente del Consiglio comunale Ermelinda Damiano e del presidente della Canottieri Mestre, Augusto Gandini.

Un contributo per poter gareggiare ai mondiali

Con l'occasione la squadra ha ricevuto l'assegno da 5mila euro donato dalla Casa di Cura “Giovanni XXIII” di Monastier, che per il quarto anno consecutivo ha dato il suo contributo impiegando parte dei fondi provenienti dagli esami alle mammelle effettuati lo scorso ottobre. In rappresentanza della struttura, Matteo Geretto ha spiegato: «Aiutare queste donne così determinate e coraggiose è un orgoglio. Chi si ritrova ad affrontare diagnosi e operazioni così importanti ha bisogno di tutto il supporto per continuare a vivere in salute e serenità». Il contributo, tra l’altro, aiuterà la squadra a partecipare al Festival mondiale di dragon boat delle donne in rosa in Nuova Zelanda, dal 28 marzo al 3 aprile 2022, con 5000 atlete chiamate a gareggiare nel lago Karapiro. «Siamo stata la prima squadra italiana ad iscriverci - spiegano dal Trifoglio Rosa - Abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti per farci conoscere il più possibile, perché crediamo che la nostra gioia di vivere debba essere condivisa con tutte quelle donne che ancora sono prigioniere della paura, della solitudine e della sofferenza».

Dragon boat: un aiuto fisico e psicologico

Le componenti del Trifoglio Rosa sono impegnate in attività a sostegno delle donne colpite da tumore al seno, e non a caso praticano il dragon boat: «È lo sport ideale per riprendere l’articolazione delle braccia e per prevenire il linfedema dopo l’intervento», spiegano. Lo conferma il dottor Roberto Busolin, primario della Senologia a Monastier: «I vantaggi sono sia di tipo fisico, perché in questo modo la donna mantiene in attività l’arto superiore, sia di tipo psicologico: le donne si ritrovano con persone che hanno avuto lo stesso tipo di patologia e ritrovano un reciproco rinforzo». In generale, ha detto la portavoce di Trifoglio Rosa, Cristiana Csermely, l’intento delle attività associative è «far conoscere questo sport quale pratica di riabilitazione psico-fisica dopo l’intervento, spingendo le donne a riprendere in mano la propria vita dopo l’incontro con il tumore. Grazie al dragon boat crediamo che ci sia una opportunità di “rinascita” dopo il tunnel della malattia, e insieme insistiamo sull’importanza della prevenzione e dimostriamo che l’entusiasmo per la vita non ha età». Il dottor Pasquale Piazzolla, chirurgo senologo del Giovanni XXIII, ha evidenziato proprio l'importanza della prevenzione: «È consigliabile effettuare controlli periodici completi: visita, mammografia ed ecografia. Nella migliore delle ipotesi la mammografia vede l’80% dei tumori; abbinando anche la visita e l’ecografia si arriva al 97/98% di probabilità di individuare il tumore al seno».

Squadra in crescita

In quest’ultimo anno la squadra ha avuto una crescita importante, passando da 18 a 51 donne iscritte. Hanno tra i 35 e i 70 anni e si allenano due volte alla settimana a San Giuliano. La capitana Ivonne Chirin racconta: «In primavera il Covid ci ha fermate per qualche mese con gli allenamenti e l’attività agonistica non è ancora ripresa. Adesso possiamo allenarci uscendo con il dragonboat da 20 posti con l’equipaggio dimezzato: pagaiamo in 10, una per panca, garantendo così la distanza di sicurezza. È più faticoso, ma la gioia di stare insieme ci ricompensa. Sabato scorso abbiamo partecipato all’International Venice Festival, qui a San Giuliano, portando a casa un 1° posto nella categoria BCS e due 3° posto nelle categorie supporter e supporter+BCS».

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