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Brugnaro: «Stiamo contenendo il turismo. Sulle grandi navi aspettiamo il ministro»

Il sindaco di Venezia parla di una lieve flessione dei passeggeri nei vaporetti e degli accessi ai parcheggi. Sulle crociere ribadisce: «La soluzione giusta è quella del Comitatone»

«Abbiamo cercato di contenere i flussi turistici e abbiamo riscontrato dei risultati concreti: una piccola riduzione del 2-3% nelle vendite dei biglietti Actv in canal Grande e di quelli dei musei, ma anche degli accessi ai parcheggi di piazzale Roma». Lo ha detto il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, nel corso della conferenza stampa di presentazione del regolamento del cda (contributo di accesso) per la città storica. Il tema è quello della gestione del turismo: «Intendiamo garantire una migliore vivibilità ai cittadini, soprattutto ai residenti: è un lavoro per combattere lo spopolamento. Per questo ragioniamo anche sulla "qualità" di chi arriva: raccontiamo che Venezia è una città viva, non un parco divertimento. Che ci abitano delle persone. Chi viene in visita è ospite gradito ma chiediamo il rispetto».

Navi e Unesco

Il sindaco ha interpellato il governo: «Chiediamo la possibilità di gestire questa città, perché i suoi costi sono più elevati di quelli di qualsiasi altro centro storico. Di gestire il Mose, di gestire le crociere: abbiamo un preciso mandato su questo punto, le navi non devono più passare per San Marco ma devono arrivare, facendo un giro diverso. Per questo assieme all'Autorità portuale, alla Regione Veneto e al governo precedente abbiamo prodotto la delibera del Comitatone, l'organo a cui la legge affida la gestione della legge speciale per Venezia». E la soluzione per le grandi navi, secondo Brugnaro, resta quella: «Il passaggio attraverso Malamocco e il canale dei Petroli, poi le navi piccole e medie alla Marittima lungo il canale Vittorio Emanuele, mentre le navi più grandi a Marghera». Su questo, ha ribadito, «il ministro Toninelli ha la responsabilità di dire qualcosa». Infine una stoccata all'associazione Italia Nostra: «Cerca di dare un'idea distorta della città. Ma il nostro dossier, a cui ha partecipato anche il ministero, ha convinto l'Unesco».

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