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La storia di Tutankhamon diventa un melodramma grazie all'egittologo Zahi Hawass | VIDEO

Un'aria dell'opera è stata presentata in anteprima giovedì sera a Ca' Vendramin Calergi, a Venezia

 

La storia del faraone bambino, scritta dal famoso egittologo Zahi Hawass, diventa un melodramma in due atti grazie a due Italiani, Lino Zimbone che ne ha creato e orchestrato le musiche e Francesco Santocono, autore del libretto. Un’opera lirica puramente classica ma con orchestrazione sinfonica che emoziona fin dalle prime note, suonate ancora a sipario chiuso, per avvolgere lo spettatore nel magico mondo dell’antico Egitto. La melodia commuove, coinvolge e trascina il pubblico in un mondo immaginifico per rivivere la nascita del bambino destinato a diventare faraone. Il progetto nasce sotto l’egida del ministero della Cultura della Repubblica Araba d’Egitto e ha incontrato l’apprezzamento del presidente del Teatro dell’Opera de Il Cairo, tanto che la prima si terrà in occasione della cerimonia inaugurale del nuovo Museo Egizio de Il Cairo, a dicembre 2020.

L’opera, che ha come protagonista il Faraone Tutankhamon, seguirà il canovaccio storico-temporale dettato da Zahi Hawass, già segretario generale del Consiglio supremo delle antichità egiziane, vero ideatore del progetto musicale e infaticabile supervisore di quello che, tra qualche mese, sarà il più grande museo del mondo, il Grand Egyptian Museum. La struttura, che ospiterà gran parte dei tesori ora custoditi all’interno del Museo di Piazza Tahrir, sorgerà sulla Piana di Giza e avrà una superficie espositiva di circa 40mila metri quadrati, diventando una delle attrazioni più importanti dell’intero Egitto. «Il nuovo Museo di Giza – spiega Zahi Hawass – è un monumento moderno alla grandezza dell’antico Egitto, in grado di dare lustro e visibilità a ogni singolo reperto archeologico rinvenuto lungo il Nilo. Vogliamo presentarlo al mondo nel modo giusto, anche attraverso un evento musicale indimenticabile. Proprio per questo abbiamo guardato all’Italia, terra con un’enorme tradizione musicale e letteraria».

L’idea di una collaborazione artistica con il nostro Paese ha radici antiche, ma negli ultimi due anni ha avuto una particolare spinta propulsiva: «Su Tutankhamon si dicono ancora tante cose, anche se poche sono ancora le informazioni che possono dare una certezza sui fatti accaduti realmente. La storia su cui si baserà l’opera di Santocono e di Zimbone è una prospettiva davvero affascinante di ciò che avvenne circa tremila e cinquecento anni addietro». Così come accaduto nel 1871, quando il governo egiziano chiese a Giuseppe Verdi di comporre l’Aida per l’inaugurazione del Canale di Suez, anche per l’apertura del nuovo Museo ci si prepara a una grande cerimonia, alla presenza di numerose personalità provenienti da tutto il mondo. «Quest’accordo – conclude il prof. Hawass – consolida ulteriormente i rapporti tra l’Italia e l’Egitto e dimostra come con l’arte e la cultura possano fare da ponte in qualsiasi occasione».

Dopo la cerimonia inaugurale del Grand Egyptian Museum (GEM), l’opera dal 2021 sarà proposta non solo nei più grandi teatri del mondo, ma anche nelle piazze più significative: una tensostruttura piramidale sarà il nucleo di un progetto di condivisione culturale, grazie alle più moderne tecnologie informatiche, capace di tele trasportare virtualmente i visitatori non solo a vivere le emozioni dell’antico Egitto, ma anche a conoscere l’eccellenza del Made in Italy.

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