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Ufficio anagrafe, foto di archivio

Ufficio anagrafe, foto di archivio

Riprendono servizi e commercio. «Gli uffici anagrafe vanno tenuti aperti»

Critica alla presenza in sede solo su appuntamento. Interrogazione di Monica Sambo per il ritorno in Comune di alcuni dipendenti smart working. «Illogico: meno trasporti pubblici e scuole chiuse»

Scatena polemiche la notizia degli uffici anagrafe del Comune di Venezia aperti solo per appuntamento. Lo ha precisato domenica l'assessore Paola Mar: «Allo sportello - da oggi, lunedì 11 maggio - solo se necessario, poiché tanti servizi sono disponibili online». In queste ultime settimane, alla luce dell'emergenza Covid-19, gli uffici hanno effettuato solo le pratiche indifferibili, come ad esempio la registrazione delle nascite o delle morti. Come spiega assessore al Decentramento si potrà prenotare accedendo al sito www.comune.venezia.it nella sezione Anagrafe semplice o telefonando al call center unico 041041 (disponibile tutti i giorni dalle 8 alle 17.30).

Riaperture dei privati

«Una scelta gravosa e preoccupante», è il commento di Patrizia Pensa un'ex lavoratrice precaria comunale. «Servizi essenziali - prosegue - come quelli demografici che sono prefettizi, sono stati ridotti e ora vengono tolti alla cittadinanza che fa più fatica a spostarsi con i mezzi pubblici. Si mettono in difficoltà anziani, disabili e coloro che difficilmente hanno dimestichezza con il linguaggio informatico. Si aspettava - afferma - solo la buona occasione per uccidere la Pubblica Amministrazione. Riaprono aziende, commercio, servizi privati e si richiama personale comunale in servizio», conclude, anche i front office di anagrafi e stato civile devono, a suo avviso, restare a disposizione del pubblico.

Spostamenti e scuole chiuse

Riguardo al rientro in servizio di alcuni dipendenti comunali, la scorsa settimana le funzioni pubbliche delle sigle sindacali hanno annunciato il ricorso al prefetto. Mentre la capogruppo del Partito Democratico Monica Sambo ha depositato un'interrogazione. «Dopo aver avviato lo smart working in ritardo, ora si decide di far rientrare in sede alcuni lavoratori ancora in emergenza e nonostante le difficoltà del trasporto pubblico locale. Questo dovrebbe essere il periodo giusto per sfruttare pienamente le opportunità di conciliazione tra vita famigliare e lavoro - spiega - ora che le scuole sono chiuse».

Telelavoro nel dl Rilancio

«Lo smart working è un diritto per i genitori con figli under 14 - scrive il sottosegretario Pier Paolo Baretta - Questa è la direzione verso cui il lavoro sta andando». Baretta anticipa che nel decreto legge Rilancio c'è un articolo dedicato al lavoro agile. Per le pubbliche amministrazioni la norma indica di organizzare il lavoro attraverso la flessibilità dell’orario, spiega il sottosegretario. «Assurdo richiamare in servizio lavoratori che fino a ieri hanno svolto le proprie funzioni in smart working: se si poteva ieri, possono continuare almeno fino a che l’emergenza non sia conclusa. Il Covid-19 - conclude - ci ha permesso di capire il telelavoro è utile a ridurre l’inquinamento e il traffico, può abbassare i costi di struttura - e favorire - una migliore conciliazione con le esigenze della famiglia».

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