Unità speciali di continuità assistenziale: da come si vestono a ciò che fanno

Nuova Usca a San Donà: risorsa irrinunciabile in emergenza. Si mobilita anche il territorio per accoglierla. Accanto alla telemedicina sono una risposta alla domanda territoriale di sanità

Conferenza Usca Ulss4 Musile di Piave 9 maggio

Attivate in ambito regionale, a seguito del decreto legge del 9 marzo scorso per il potenziamento del servizio sanitario, le unità speciali di assistenza alle persone positive al coronavirus non ricoverate in ospedale, le Usca (Unità speciali di continuità assistenziale), diventano vere e proprie squadre di supporto per la sanità territoriale. Composte da infermieri e medici specializzati, organizzate dalle Ulss, prendono in carico pazienti sintomatici da assistere a domicilio e nelle case di riposo. Si realizza quell'anello della struttura sanitaria locale, tra il medico di base e l'ospedale, che con l'emergenza diventa irrinunciabile.

Le Usca

Nella importante e rapida riorganizzazione dei presidi ospedalieri con il diffondersi del virus, occorreva tenere lontane le persone, sintomatiche e non, dai luoghi a forte rischio di contagio, come i Pronto Soccorso, i reparti, le case di riposo, pur garantendo una risposta in caso di necessità che i soli medici di Medicina generale non potevano dare. L'esperienza delle Usca in questo periodo porta a rivalutarle nell'era post Covid accanto a nuove pratiche come la telemedicina. Le Usca prendono in carico il paziente sintomatico sospetto Covid-19, in base a una valutazione del medico di base in base alla quale non necessita di ricovero, restando a disposizione 7 giorni su 7, dalle 8 alle 20. Queste equipe sono entrate anche nelle case di riposo e hanno iniziato trattamenti sperimentali dei pazienti Covid, qui come a domicilio, in base a un protocollo concordato con l'Aifa (Agenzia del farmaco) che prevede l'utilizzo di antivirali e altri farmaci che hanno dato risultati in termini di negativizzazione degli assistiti. 

Prestazioni, i numeri

L’attività domiciliare avviene con accesso congiunto di medico e infermiere. Il 3 aprile scorso le Usca sono arrivate nel territorio di competenza dell'Ulss 4, con quartier generale a Portogruaro e a Jesolo. «Queste unità speciali di presa in carico diretta del paziente contagiato – ha spiegato il direttore generale Ulss 4 Carlo Bramezza nel corso della diretta Facebook di sabato 9 maggio – vedono all'opera 11 medici affiancati da personale infermieristico. Hanno seguito tutti i Comuni del territorio (tranne 3 dove non ce ne era bisogno), raggiungendo anche le vie più interne e le zone meno facilmente raggiungibili per visitare i pazienti: 479 quelli presi in carico, compresi i loro nuclei famigliari, più di 150 i tamponi effettuati finora e oltre 900 le prestazioni: trattamenti, consulenze, terapie.

Trattamenti

Dal punto di vista dei parametri degli assistiti e della saturazione, per controllarli costantemente sono stati affidati dei saturimetri ai pazienti con il preciso compito di tenere informato il medico di base sull'andamento dei valori dell'ossigeno nel sangue: primo indicatore che, in caso di malessere e mancanza di respiro, può indicare un peggioramento dello stato di salute. Come stabilito dal piano regionale sono stati somministrati trattamenti comprendenti i già noti Tocilizumab e Avigan, oltre ad altri antivirali, ed eseguite attività strumentali come elettrocardiogrammi e radiografie, anche nelle rsa. Molte le indicazioni fornite nel corso delle visite a domicilio sulla gestione dei locali e sui comportamenti da mettere in atto per ridurre il rischio di contagio fra conviventi. 

Vestizione e preparazione delle unità

L'Usca di solito viene attivata a seguito di un triage telefonico, che nel caso dell'Ulss4 viene effettuato dall'ospedale di Portogruaro. I medici arrivano in sede, nel caso di San Donà di Piave in quella neocostituita ieri, venerdì 8 maggio, che ha trovato posto in alcune stanze di una locanda della frazione di Grassaga, messe a disposizione dal proprietario gratuitamente. In questi punti di riferimento locali medici e infermieri si preparano. Mettono guanti, mascherina FFp2 e calzari. Partono dalla sede per raggiungere la destinazione e una volta arrivati completano la vestizione: indossano sovracamice, visiera, copricalzari e un'altra mascherina chirurgica sopra alla Ffp2, in modo da non venire mai a contatto con gli assistiti, a garanzia della salute di tutti. 

I medici

Alla presentazione dell’Usca di San Donà hanno partecipato, sabato a Musile di Piave (ripresi in diretta Facebook), anche il direttore dei servizi sociosanitari Mauro Filippi, del distretto unico dell'Ulss 4 Maura Chinellato, il direttore dell’unità cure primarie Sergio Stefanon e due equipe dell'Unità speciale costituite dai medici Mattia De Gaili e Gregorio Fenio, e dagli infermieri Mary Tuis ed Emilio Cantiello. Negli ultimi 35 giorni le Usca di Portogruaro e Jesolo (e da ieri quella di San Donà) hanno eseguito in tutto il territorio dell’Ulss 4 905 prestazioni.

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Assunzioni regionali

Nuovo personale si rende necessario nella riorganizzazione sanitaria in atto. La Regione Veneto ha previsto, con bando Azienda Zero, tre avvisi per assunzioni a tempo determinato di 105 assistenti sanitari, 105 tecnici di laboratorio e 10 medici di Malattie infettive, la cui scadenza è prevista il prossimo 13 maggio.

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