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Campagna di vaccinazione, foto di archivio

Campagna di vaccinazione, foto di archivio

La campagna di vaccinazione comprende anche i grandi anziani

Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil: «Ora la Regione ci ascolti anche per la vaccinazione a domicilio»

Inizierà dalla prossima settimana la vaccinazione degli anziani da 110 anni in giù, parallelamente alla prosecuzione della campagna per gli over 80 con la seconda dose per la classe 1941 e la prima per la classe 1939. I sindacati Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil del Veneto cantano vittoria.

«La Regione si è resa conto che i grandi anziani hanno la stessa dignità dei più "giovani" di fronte al Covid-19, oltre al fatto che rischiano di più - affermano i sindacati dei pensionati del Veneto -. Il nostro intervento per dire che il calendario non teneva conto dei più fragili era del 12 febbraio - ricordano Elena Di Gregorio (Spi Cgil), Vanna Giantin (Fnp Cisl) e Fabio Osti (Uilp Uil) - da quel momento siamo stati sommersi di chiamate e mail di anziani molto preoccupati». Ma i sindacati dei pensionati non si fermano qui. La programmazione della Regione, affermano, «resta aleatoria proprio per tutto ciò che riguarda gli anziani».

Spi, Fnp e Uilp sono insoddisfatti delle informazioni che si possono reperire sulla vaccinazione a domicilio per quanti non possono recarsi nei centri di vaccinazione della popolazione (Cvp). «Il 12 febbraio il dg (direttore generale) della Sanità Luciano Flor aveva scritto alle Ulss che, in attesa di indicazioni regionali, dovevano comunque definire modalità organizzative per garantirla, utilizzando le Usca o il personale assunto con il bando del commissario straordinario per l'emergenza - continuano le sigle - . E aveva stabilito che i destinatari fossero gli utenti non trasportabili e seguiti in assistenza domiciliare. A distanza di venti giorni sulla sezione del sito della Regione dedicata ai vaccini non c'è nulla. Solo le Ulss 1 Dolomiti, Ulss 3 Serenissima, Ulss 4 Veneto orientale, Ulss 8 Berica hanno previsto e comunicato pubblicamente il servizio, destinandolo però agli anziani già convocati e impossibilitati a raggiungere i Cvp».

Intanto, per i sindacati, arrivano segnalazioni quotidianamente alle segreterie. «C'è ancora molta confusione. Non possiamo permettere che ci siano incertezze: la mancanza di informazione genera uno stress emotivo molto grande agli anziani e ai loro famigliari». Un ultimo punto, per Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil, riguarda il pieno coinvolgimento dei medici di base nella campagna, «che significa anche una responsabile presa in carico dei pazienti, soprattutto anziani che hanno nel medico di famiglia un punto di riferimento importante». Concludono i sindacati dei pensionati: «Vigileremo affinché i protocolli siano applicati e i medici di base siano un anello fondamentale di questa campagna. Purtroppo, riceviamo segnalazioni negative anche in questo senso, con dottori che si smarcano dalle loro responsabilità».

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