Produzione di vongole: si torna a operare nel canale dell'Avesa

Giovedì l'incontro tra associazione I Vagantivi, Città metropolitana e San Servolo servizi. Permessa ai pescatori in regola la venericoltura durante il giorno

Argini del Brenta, archivio

I pescatori dilettantistico-sportivi potranno tornare a riprodurre i semi delle vongole nelle aree in prossimità del canale dell'Avesa, nelle barene lagunari, sul Brenta. Si è tenuto giovedì l’incontro tra l’associazione “I Vagantivi”, Massimo Parravicini dirigente del settore “Caccia e Pesca” della Città metropolitana e l’amministrazione di San Servolo Servizi, in relazione alla concessione data dal Demanio alla San Servolo per la tutela della riproduzione del seme delle vongole (venericoltura).

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Tradizione

È stata riconosciuta la possibilità a tutti i pescatori dilettantistico-sportivi in regola, di operare, come fanno da generazioni, nelle aree in prossimità del canale Avesa, durante il giorno. Resta vietata, invece, l’attività in orario serale e notturna. La San Servolo (ex Gral) ha ottenuto a dicembre 2018 la nuova concessione dal Provveditorato alle opere pubbliche relativa ad aree lagunari per lo svolgimento dell’attività di venericoltura. La richiesta era nata dall’esigenza di tutelare le uniche aree lagunari in cui si sviluppa il seme di vongola che, come tutti gli anni, viene raccolto a partire dal mese di settembre fino a fine novembre, per poi essere distribuito nelle varie subconcessioni. Tali aree sono ora sottoposte ad un controllo h24 da parte sia della polizia metropolitana, che della società incaricata dalla San Servolo, nelle ore notturne.

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