Il progetto Veneto City è affossato: soddisfatte le associazioni di categoria e i comitati

L’amministrazione comunale di Dolo ha deliberato la decadenza dell’accordo di programma relativo alla grande cittadella commerciale ipotizzata una decina di anni fa e mai partita

Veneto City, il progetto del vasto "polo terziario" con centri commerciali e direzionali che avrebbe dovuto essere realizzato tra Dolo e Pianiga, si concluderà in un nulla di fatto. L'idea era nata una decina di anni fa con il benestare della Regione Veneto e delle amministrazioni locali dell'epoca, sempre contrastata da comitati ambientalisti, dalle opposizioni e anche dalle associazioni di categoria. Dopo tanto tempo, alla fine, il piano si è arenato, probabilmente in modo definitivo: l’amministrazione comunale di Dolo ha deliberato la decadenza dell’accordo di programma.

Progetto commerciale

La notizia è stata accolta con favore in primis da Confesercenti, da sempre contraria ad un «ennesimo, indiscriminato consumo di suolo». L'associazione di categoria ha sottolineato «l'impegno dell'amministrazione comunale di Dolo, del sindaco e dell'assessore all'urbanistica, nell'azione di contrasto, condivisa fin dall'inizio contro quella che sarebbe divenuta l'ennesima cattedrale nel deserto». Il direttore Maurizio Franceschi ha commentato: «Veneto City è un'iniziativa speculativa nata già vecchia perché è null’altro che la copia in grande di quanto già presente, in abbondanza, nel triangolo tra Venezia, Padova e Rovigo. Nonostante le trionfalistiche espressioni utilizzate da progettisti e ideatori, la sostanza di queste operazioni emerge chiaramente: sono “non luoghi” destinati al consumo. Veneto City avrebbe ucciso il commercio, quello vivo, di vicinato nei nostri centri urbani».

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Opera impattante

La vice capogruppo del Partito Democratico Francesca Zottis e il collega Bruno Pigozzo hanno commentato: «Per noi è una buona notizia, ma la Regione non può far finta di niente, perché si tratta di un’idea ‘made in Lega’ visto che i firmatari del protocollo del 2011, i sindaci di Dolo e Pianiga erano del Carroccio, così come la Provincia di Venezia e Palazzo Balbi. Ci saremmo aspettati un "mea culpa" su un’opera tanto impattante che avrebbe sconvolto economia e vita sociale della Riviera del Brenta. Invece, con sorprendente superficialità, troviamo ancora Veneto City tra i progetti approvati e inseriti nel Ptrc, il piano territoriale di coordinamento regionale».

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