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«Venezia la salverà chi la ama davvero»

Due gli incidenti con le grandi navi in laguna l'estate scorsa. Quanto basta per ripensare all'impatto del turismo sulla quotidianità di chi vive a Venezia. Il libro di Roberto Ferrucci: Venezia è laguna

 

Due gli incidenti con le grandi navi in laguna l'estate scorsa, «non riporto dati, ma racconto l'impatto del turismo sulla quotidianità di chi vive ancora a Venezia», dice Roberto Ferrucci, autore del libro Venezia è laguna, descritto mercoledì sera in piazza Barche a Mestre, con l'introduzione di Gianfranco Bettin. «Ogni volta che le navi passano oscurano il paesaggio», ricorda Roberto Ferrucci, citando il fotografo Gianni Berengo Gardin, quello della "censura del sindaco Brugnaro" alla mostra sulle navi. «Pretendeva Palazzo Ducale gratis - commentano i fucsia - Non c'è stata censura. La polemica semmai è servita ad aumentare l'attenzione all'Olivetti di San Marco». «Siamo dentro a un meccanismo perverso e fuori luogo - dice Ferrucci, ma poi ricorda - ho conosciuto persone che stanno nel processo produttivo delle navi da crociera. Dietro alle navi c'è lavoro, c'è il fare e c'è il vivere, anche del resto della comunità».

La spinta internazionale

«Inizio raccontando di un bellissimo pomeriggio di primavera quando, durante una passeggiata in riva Sette Martiri, si iniziano a contare le navi che passano», dice Ferrucci che narra la Venezia di oggi da una prospettiva estera. Guarda caso quella di Saint Nazaire, vicino a Nantes, in cui si trova, località affacciata sull'oceano Atlantico, dove le crociere Msc Opera, «quelle che passano ogni sabato da noi», vengono fatte. «Venezia ha resistito sempre. Credo che alla fine, nonostante tutto, sopravviverà anche a questo, alle grandi navi, alla monocoltura turisticha, agli airbnb. Perché c'è ancora residenza e resistenza. Molte persone straniere sono venute a vivere a Venezia, a volte sono quelle che la amano di più. Venezia la salva chi la ama davvero, non importa da dove venga e da quante generazioni sia qui. E sarebbe importante che, contro le grandi navi, incompatibili in laguna, proprio come i francesi noi fossimo ostinati. Approfittando anche della spinta internazionale: l'8 giugno c'erano le tv di tutto il mondo alla manifestazione in laguna».

Turismo legittimo

«Serve una regolamentazione del turismo - si inserisce Bettin -. Ma serve partire da un atteggiamento di rispetto. Legittima è la prerogativa di chi vuole visitare la città, raggiungerla, vivere un'esperienza, magari perché ha lavorato e risparmiato una vita e ha voglia di concedersi un viaggio, una crociera, uno sguardo al mondo. Provinciale sarebbe snobbare, o fingere di snobbare, il turismo di massa, che pure è stato in grado di portare un contributo alla città, quando altri settori erano in crisi. Una prospettiva esterna può aiutare a trovare una misura adeguata, una distanza compatibile fra l'esigenza di regolamentare e le ragioni del visitare».

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