Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

Gli albergatori e gli imprenditori della ristorazione veneziana sono pronti a ripartire | VIDEO

Il Venice Hotel Market, il tradizionale evento che, tra incontri, workshop, presentazioni ed esposizioni, riunisce gli albergatori e gli imprenditori della ristorazione veneziana, si è tenuto oggi all'aeroporto Marco Polo di Tessera.

 

Si è tenuto oggi, all’aeroporto Marco Polo di Tessera, il Venice Hotel Market, l’evento dedicato al mondo dell’ospitalità: una giornata di scambi e di confronti che l’Associazione Veneziana Albergatori (Ava) - in stretta collaborazione con SAVE - ha voluto rilanciare quest’anno con un’edizione speciale, riunendo albergatori, ristoratori, baristi e altri professionisti dell'ospitalità veneziana, per guardare alla ripartenza della città lagunare.

Alla presenza del sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, dell’assessore regionale Federico Caner, del sottosegretario al Ministero dell’Economia e delle finanze Pier Paolo Baretta e dell’assessore comunale Simone Venturini, numerosi sono stati gli appuntamenti dedicati ai professionisti del turismo e della ristorazione, accompagnati dal tradizionale Market Place, l’esposizione dei partner dell’ospitalità veneziana.

Brugnaro ha quindi preso la parola: «Il periodo sarà difficilissimo, come lo è anche adesso, ci sono delle filiere colpite in modo pesante dalla crisi. Dobbiamo cercare di mantenere la testa fredda e il cuore caldo. Dobbiamo continuare a far vedere una città sicura, pulita e nel frattempo pensare al domani. Il turismo a Venezia è di lusso perché diamo servizi. Negli alberghi della città vengono persone che comprano il made in Italy, che vogliono vedere la nostra cultura, che fanno sponda dei nostri prodotti all’estero. È una grande macchina diplomatica e commerciale di cui siete parte integrante».

«Il turismo è turismo, e merita i necessari sostegni per superare questa fase di difficoltà – ha aggiunto Simone Venturini, assessore comunale alla Coesione sociale – Ciò significa soprattutto ammortizzatori sociali per garantire la liquidità aziendale e il non licenziamento dei lavoratori, con prolungamento di almeno altri 18 mesi della cassa integrazione».

Baretta ha dichiarato: «È necessario ripartire con criteri nuovi, magari con un progetto di sostenibilità ambientale che deve essere applicato anche al turismo. Venezia ha tutte le caratteristiche per rilanciare se stessa e per essere motore di traino per tutto il Veneto e per l’intero Paese».

Claudio Scarpa, direttore di Ava, ha ragionato sulla condizione degli albergatori veneziani a seguito dell’emergenza sanitaria: «Il 15% degli alberghi veneziani aprirà entro l’estate, un altro 15% non aprirà ma il 70% ha già aperto: si tratta di una scommessa, un atto di fede, perché in realtà turisti in questo momento non ce ne sono. I tassi di occupazione sono al 15%, salgono al 40% nella notte del Redentore, niente rispetto alle presenze dell’anno scorso. Nell’autunno il tasso dovrebbe salire al 40% ma comunque insufficiente a reggere i costi aziendali. Quindi gli alberghi tengono aperto per un dovere civico, perché la città deve ripartire. Speriamo che nel futuro la situazione migliori».

Stefania Stea, vicepresidente di Ava, ha spiegato: «Il Venice Hotel Market 2020 è un evento importante per Venezia e per il Veneto, in quanto è il primo appuntamento fieristico post-Covid. Si è voluto un punto di ritrovo e di slancio verso un futuro e un nuovo tipo di turismo. Sono molte le aziende che sono venute a promuoversi e a sostenere questo messaggio e voglia di ripresa. Quest’oggi si parlerà di disintermediazione».

Monica Scarpa, amministratore delegato di Save, ha dichiarato: «Per noi non è un momento facile. Abbiamo in cassa integrazione il 90% dei nostri dipendenti diretti e tutto il settore ne risente in maniera importante. Del nostro traffico a Venezia il 60% è turismo e il 40% è business quindi questo è un momento che ha delle ricadute anche su tutto il nostro settore. Siamo comunque contenti di questi primi mesi perché gli aerei sono più pieni di quello che ci aspettavamo e gli indici di riempimento stanno andando bene: le prenotazioni che riguardano il 2021 sono di nuovo molto alte». 

Parole alle quali ha fatto eco anche Lorenza Lain, tesoriera Ava: «Siamo in attesa che vengano ripristinati tutti i voli internazionali: al momento circa il 30% dei voli sono stati ripristinati ma l’aeroporto conta di arrivare al 70% entro novembre. E i dati delle prenotazioni aeree si riflettono su quelle nei nostri alberghi».

Infine Giuseppe Mongiello, consulente Ava dello studio Tonucci & Partners, ha presentato a Baretta e al pubblico il progetto Futures for Venice, un’importante proposta operativa elaborata con Ava, il direttore Scarpa e la tesoriera dell’associazione Lain: «L’ipotesi, rivolta ai soci dell’Associazione Veneziana Albergatori – ha spiegato Mongiello – è di costituire una società veicolo, alla quale potrebbe essere interessata anche la Cassa depositi e prestiti, che emetterà dei bond da 150 a 300 milioni di euro. Attraverso queste emissioni, la società raccoglie fondi con i quali acquista camere/notti dagli albergatori, idealmente il 10-15% delle stanze, con una scontistica classica per questo tipo di contratti. Queste camere/notti vengono poste sul mercato attraverso tour operator selezionati e rivendute per le stagioni 2021, 2022 e 2023. Una proposta – ha aggiunto – che nasce dalla consapevolezza che, essendo Venezia una delle città più amate al mondo, sia possibile promuovere l’iniziativa a livello globale, mettendo in moto un meccanismo di acquisto di vacanze da parte di turisti americani, russi, inglesi e cinesi di fascia alta. Un’operazione totalmente gratuita per lo Stato – qui l’invito rivolto a Baretta – che può limitarsi a garantire la bontà dell’operazione ed appunto mettere a disposizione il veicolo societario tramite CdP. Questo meccanismo viene già utilizzato nei rapporti B2B da alcuni tour operator su cifre più piccole. L’obiettivo è diffondere questa idea a livello internazionale. Il governo può erogare tutte le somme che vuole ma prima o poi bisogna trovare una soluzione strutturale al problema del rilancio del turismo. Se i turisti non vengono non possiamo continuare a ricevere fondi dallo Stato».

Potrebbe Interessarti

Torna su
VeneziaToday è in caricamento