Open Stage è stato un successo e guarda già avanti: «Vogliamo espanderci»

Pienone in tutte le serate del festival-laboratorio teatrale con la partecipazione di tanti residenti, studenti e anche turisti

Tanta soddisfazione e ottimismo per il futuro alla conclusione di questa edizione di Venice Open Stage, il festival di teatro all'aperto che si è tenuto dal 3 al 14 luglio in campazzo San Sebastiano. Rischiava di saltare, invece c'è stato e ha avuto un gran successo. «È stato commovente vedere l'attaccamento del pubblico al progetto - ha spiegato David Angeli, uno degli organizzatori -. Tanto che in questa edizione abbiamo avuto un record di presenze, con l'arena sempre al massimo della propria capienza di 220 persone. C'erano gli abitanti del quartiere, studenti di teatro e studenti universitari, oltre agli spettatori affezionati e ai turisti, che hanno avuto la possibilità di assistere a spettacoli in lingua».

Teatro e partecipazione

Così Venice Open Stage ha animato un pezzo di Venezia, portando cultura e voglia di partecipare. «Il nostro vuole essere sempre più un festival-laboratorio - ha specificato Angeli - Non solo per chi vuole fare l'attore, ma anche per tutti coloro che sono interessati alle professioni legate al teatro: organizzazione, luci e audio, stampa. L'obiettivo è formare le persone, mettendole davvero all'opera sul campo». Intanto il festival ha attirato l'attenzione e ottenuto importanti collaborazioni, sia tramite il crowdfunding sia grazie alla partecipazione delle istituzioni e di altre realtà, come ad esempio l'Accademia teatrale veneta. E ora l'idea è di esportare il progetto: «Vorremmo espanderci arrivando in tutta la città, ispirandoci al festival di Avignone - ha spiegato l'organizzatore - partendo dai campi del quartiere, poi allargandoci al resto di Venezia e terraferma. Già da dopo ferragosto saremo al lavoro per l'anno prossimo».

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Oltre le difficoltà

Il festival ha saputo anche superare le difficoltà, come nel momento in cui, l'8 luglio, il maltempo ha raso al suolo le strutture allestite nel campo. «Eravamo disperati - racconta David - Abbiamo pensato di non riuscire a mettere in scena lo spettacolo dell'università romena di Sibiu: sarebbe stata una grande delusione per tutti, in particolare per i ragazzi arrivati apposta dalla Romania. Invece ci è venuto in aiuto Stefano Poli, patron del teatro a l'Avogaria, che ha messo a disposizione gratuitamente i suoi spazi e ha salvato la serata». Ora si guarda avanti: il Comune di Venezia ha garantito il suo sostegno e ci sono nuove partnership in elaborazione, oltre alla possibilità di ottenere fondi europei ed il supporto del Miur.

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