Vertenze sindacali nei Comuni per i diritti di cittadinanza sociale

Città metropolitana, archivio

I diritti di cittadinanza sociale entrano a far parte delle piattaforme contrattuali dei sindacati, non solo nei contesti aziendali, anche nei Comuni. Le amministrazioni devono essere pronte all'apertura di vertenze in caso di mancata assistenza, rette degli asili e delle case di riposo inaccessibili, trasporti non idonei alla mobilità, cure non garantite. I sindacati Cgil, Cisl e Uil della Città metropolitana di Venezia hanno da qualche anno iniziato la contrattazione negli enti pubblici, dicono venerdì nella conferenza in sede a via Ca' Marcello. Ora lavoreranno per aver accesso a tutte le 44 amministrazioni. Venezia, ad esempio, non ha mai ricevuto e trattato con le parti sociali. Si è anche arenata la cabina di regia su Porto Marghera e le grandi navi, ad esempio. 

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Servizi e istanze dei territori

Gli enti locali, già vincolati dai patti di stabilità e dai pareggi di bilancio, dovranno trovare risorse per coprire servizi e integrare i redditi delle fasce più deboli, dovranno alzare il tetto Irpef per assicurare a un maggior numero di categorie svantaggiate la copertura gratuita di prestazioni o alcune esenzioni, ma anche spazi per la socializzazione degli anziani o corsi di formazione per i disoccupati. Concordia Sagittaria e Camponogara hanno aperto alle assemblee pubbliche nei luoghi istituzionali. Con Camponograra le sigle hanno concordato un maggiore impegno per l'assistenza agli anziani. Presto toccherà a San Donà. I sindacati non sono gruppi di pressione, lo sottolineano Ugo Agiollo Cgil, Paolo Bizzotto Cisl. La lotta per la cittadinanza sociale è la stessa di quella per i diritti sui luoghi di lavoro. Spesso infatti la mancanza di servizi come gli asili nido non consente a una donna di essere madre e anche lavoratrice. «Raccogliamo istanze attraverso le leghe territoriali dei pensionati, teniamo contatti con ospedali, famiglie, scuole, forze dell'ordine. Prepariamo le piattaforme - ricorda anche Mario Ragno della Uil - E avviamo le discussioni pubbliche nei luoghi istituzionali. La nostra volontà è anche quella di portare i Comuni a far emergere, per recuperare, l'evasione fiscale, che secondo i dati del ministero dell'Interno, viene accertata pochissimo, lasciando andare risorse che potrebbero essere restituite alle comunità. Un lavoro che darà i suoi frutti, perché dalla disintermediazione non possono che perderci tutti.

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