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Via Francigena, in bici da Trieste e Venezia fino al confine con la Francia

Iniziano ad Avigliana, in provincia di Torino, i lavori per il tratto della Ciclovia Francigena della Val di Susa, che va a completare due grandi percorsi nazionali

C'erano un tempo le vie francigene o romee. Le seguivano i pellegrini che dall'Europa occidentale, in particolare dalla Francia, si muovevano verso il sud del continente, in direzione Roma e verso la Puglia dove erano posizionati i punti di imbarco per la Terra Santa da cui salpavano i pellegrini e i crociati.

In tempi più moderni su quegli antichi percorsi si muovono gli amanti del trekking e i ciclisti. La riscoperta di questi meravigliosi percorsi si deve molto al successo del cammino di Santiago che ci ha fatto rendere conto di come anche nel nostro Paese ci siano meravigliosi itinerari ricchi di fascino e di storia.

Da allora ogni regione italiana cerca di segnare questi sentieri e queste strade, risalenti all’età romana o medioevale, per valorizzarle con un’accresciuta consapevolezza di quanto quel "turismo dolce" sia unico nella modalità di farci scoprire le meraviglie del nostro patrimonio culturale, paesaggistico e enogastronomico.

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Una delle direttive più significative ed affascinanti di questo genere attraversa tutto il nord dell'Italia, dal Moncenisio a Trieste, passando per Venezia. Iniziano in questi giorni, ad Avigliana (provincia di Torino) i lavori per la realizzazione del primo lotto della Ciclovia Francigena della Val di Susa, un importante percorso cicloturistico, a regia dell’Unione Montana Valle Susa, che andrà a completare le due grandi ciclovie nazionali: VenTo, la Venezia-Torino lunga 680 chilometri e l'Alta Italia da attraversare (Aida) che con oltre 900 chilometri collega Trieste al Moncenisio, punto d’arrivo della ciclabile valsusina che da Alpignano giunge fino al confine con la Francia.

Il primo lotto, dell’importo di 1 milione e 495mila euro, prevede la realizzazione del tratto da Vaie fino ai confini con Alpignano e Trana, per un totale di 34,20 chilometri di ciclovia. Avigliana è un punto di snodo importante per la ciclovia Francigena: lì infatti si può decidere se proseguire verso Torino oppure deviare verso la Val Sangone.

I lavori sul territorio aviglianese inizieranno dal parcheggio ex Fipsas presso il lago piccolo, in località Sada, e verranno realizzati lungo il tracciato dell’attuale pista ciclabile lungo la SP 589, sul quale si prevede la realizzazione di una pavimentazione eco-compatibile per il miglioramento del sedime ciclabile e la sostituzione delle attuali staccionate con parapetti in acciaio Corten. La durata dei lavori è quantificata in 60 giorni.

«Siamo finalmente alla fase realizzativa di un’importante opera di valorizzazione del nostro territorio sia in una logica di incentivi alla mobilità sostenibile che di fruizione turistica», ha detto Andrea Archinà, sindaco di Avigliana e vicepresidente dell’Unione Montana Valle di Susa. «Un obiettivo ricercato dall’Unione Montana - continua Archinà - che da anni si integra pienamente con la strategia di marketing di destinazione turistica e l’internazionalizzazione del territorio della Valle di Susa su una delle direttrici dei cammini Europei oggi al centro della candidatura a patrimonio Unesco in aggiunta a quella della Sacra di San Michele».

L'articolo originale su TorinoToday

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