Zoe, il progetto che promuove la cultura della biodiversità per migliorare la sicurezza alimentare e l'ambiente

Un'idea di Agricom realizzata con la consulenza della società Chloe Farming Consultant per spronare al mantenimento o alla creazione di siepi, prati, frutteti e zone umide rendendo accessibili a tutti le azioni giuste per farlo

Mantenere la biodiversità e ripristinare gli ecosistemi sono due concetti fondamentali non solo dal punto di vista ambientale, ma anche economico. Si stimano, infatti, circa 125 mila miliardi di dollari di contributo annuale all'economia mondiale derivante esclusivamente da risorse naturali. È la stessa produttività di un terreno, e la capacità dei sistemi di produzione alimentare di resistere a cambiamenti climatici e alle epidemie di malattie o parassiti, a fare la differenza per le imprese e la qualità dei loro prodotti. Per raggiungere questi obiettivi proteggere la biodiversità e l'ecosistema diventa imprescindibile, ed è proprio da qui che nasce Zoe, il progetto ideato dall'azienda Agricom di Fossalta di Piave, con la consulenza della società Chloe Farming Consultant, che vuole promuovere la cultura della biodiversità.

Il progetto

Zoe intende creare una rete di persone e aziende che mantengano o creino elementi del paesaggio come siepi, prati, frutteti e zone umide e vuole farlo rendendo facili e accessibili a tutti le azioni giuste: 

  • Creando un percorso/protocollo con varie misure in base alla disponibilità economica, di tempo e di spazio, che le aziende possono implementare velocemente
  • Creando un mix di sementi autoctone e rendendolo disponibile presso un consorzio
  • Identificando alberi da frutto antichi e rendendoli facilmente acquistabili presso un vivaio
  • Promuovendo la cultura del rispetto e dell’ospitalità agli insetti attraverso gli insect hotel e le arnie
  • Trovando metodi collettivi per curare le arnie e beneficiare del miele prodotto, per esempio attraverso collaborazioni tra apicoltori ed imprese
  • Creando una comunità che faccia rete e diffonda i propri sforzi in modo coeso

Le Nazioni Unite hanno identificato 17 obiettivi per il 2020 per contribuire allo sviluppo sostenibile e Zoe vuole fare la sua parte per raggiungere questi obiettivi, nello specifico, quello che mira a "proteggere, ripristinare e favorire un uso sostenibile dell’ecosistema terrestre, gestire sostenibilmente le foreste, contrastare la desertificazione, arrestare e far retrocedere il degrado del terreno, e fermare la perdita di diversità biologica”.

Il declino della biodiversità: cause e conseguenze sulla produzione alimentare

Un recente studio della FAO, realizzato raccogliendo dati di 91 paesi nel mondo, ha fotografato il quadro attuale del declino della biodiversità sottolineando come questo comporterà problemi per il futuro della produzione alimentare. Le statistiche sono sorprendenti: 

  • Delle oltre 6.000 specie di piante coltivate a scopo alimentare, solo 9 rappresentano il 66% della produzione agricola totale
  • Il 17% delle specie di impollinatori vertebrati è a rischio di estinzione e le colonie di api sono in declino
  • Il 26% del totale delle razze locali di bestiame esistenti è a rischio di estinzione e lo stato di rischio di un ulteriore 67% è sconosciuto
  • Un terzo degli stock ittici globali è sovrasfruttato e un altro 60% è già stato pescato al limite sostenibile
  • In Italia le aree artificiali dagli anni ’50 a oggi sono cresciute del 180%

Sono diversi i fattori che incidono negativamente sulla biodiversità, tra questi, i cambiamenti nell’uso e nella gestione della terra e dell’acqua, l’espansione dell’agricoltura su larga scala, l’inquinamento e l’uso eccessivo di input esterni. Ad aggravare ulteriormente la situazione ci sono i cambiamenti climatici, la crescita della popolazione globale e il consumo di prodotti ad alto impatto ambientale come, ad esempio, la carne. 

Agricom, con Zoe, vuole dimostrare come il connubio tra biodiversità e agricoltura sia possibile. Come? Ripensando radicalmente i sistemi di produzione e investendo sulla comprensione delle relazioni all’interno degli ecosistemi naturali, lavorando con loro, piuttosto che contro di loro, al fine di fare un primo passo per migliorare la sicurezza alimentare e l’ambiente.

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