Il sindaco di Jesolo incalza: «Senza risposte dal governo le spiagge sono pronte a partire dall'1 giugno»

Le località balneari scalpitano e chiedono di far lavorare gli operatori turistici. Appelli simili da tutte le città costiere, tra cui Bibione e Cavallino-Treporti

Jesolo

Jesolo, così come le altre spiagge italiane, preme per avere certezze sulla partenza della stagione estiva. L’urgenza di ottenere risposte dal governo è emersa anche ieri nella videoconferenza del G-20 spiagge, che raggruppa le maggiori località balneari del Paese, a cui ha partecipato la sottosegretario con delega al turismo, Lorenza Bonaccorsi. Sono esigenze che si scontrano con le grandi incertezze legate alla diffusione del coronavirus: non è ancora escluso il rischio, per farla breve, che nelle prossime settimane i casi di positività tornino a salire.

Interrogativo stagione estiva

Il sindaco di Jesolo, Valerio Zoggia, guarda alle prospettive economiche della costa: «Di fronte a noi c’è la sopravvivenza di un’industria che pesa per il 13% sul Pil italiano e che finora non ha ottenuto le risposte che merita. Gli operatori chiedono solo una cosa: una data certa per l’apertura della stagione balneare». A tutte le persone che lavorano di turismo, ha detto Zoggia, «vanno date garanzie» e «la possibilità di lavorare con tutte le misure di sicurezza che possono essere messe in campo». E ancora: «Abbiamo imprenditori, gestori di stabilimenti, chioschi, alberghi che si sono già rimboccati le maniche per rendere strutture e servizi sicuri per gli ospiti. Il motore si è avviato e aspetta solo che possa essere tolto il freno per partire». «Il tempo sta scadendo - conclude il sindaco -. Senza risposte certe dal governo siamo pronti a partire dal primo giugno».

Un "nuovo" turismo

Anche la città di Bibione ha lanciato il messaggio che «la stagione può ripartire», pur «con tutti gli accorgimenti» necessari per la sicurezza dei turisti. Il sindaco di San Michele al Tagliamento, Pasqualino Codognotto, che è anche presidente dei sindaci della costa veneta, ha proposto: «Vorremmo riorganizzare la spiaggia con maggiore distanza tra ombrelloni e lettini, creando dei "moduli" variabili fino ad un massimo di 8x8 metri». Le distanze sociali, dice Codognotto, vanno replicate «anche all’interno della città»: ai bar e ai ristoranti che volessero ampliarsi, aggiunge, «offriremo nuovi spazi valutando situazione per situazione, specificità per specificità e senza maggiori oneri. Tale principio vale per il mercato settimanale per dove saranno governati gli accessi e maggiormente distanziate le bancarelle. Aggiungo che anche le aree a verde pubblico e le piste ciclabili sulle quali abbiamo puntato negli ultimi anni costituiranno un grande valore aggiunto: le città balneari sono pronte».

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Partire, ma senza abbassare la guardia

Anche Roberta Nesto, sindaco di Cavallino-Treporti, commenta: «Noi siamo pronti, Cavallino-Treporti è pronta e si sta organizzando per garantire la sicurezza sanitaria anche agli ospiti. Le attività stanno preddisponendo strumenti e situazioni atte ad attuare tutte le nuove disposizioni e i protocolli per lavorare in regola. Con i sindaci della costa e del G20s abbiamo chiesto garanzie al governo per avere una data certa di apertura delle strutture ricettive così e norme certe che possano essere applicabili e attuative a favore del lavoro. Dobbiamo continuare a monitorare e far rispettare le regole per prevenire contagi da covid-19. Non dobbiamo abbassare la guardia e non possiamo rischiare di vanificare il lavoro fatto sinora dai nostri cittadini».

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