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Sabato, 27 Novembre 2021
Alimentazione

La pasta fa ingrassare: verità o falso mito?

Tutto quello che sappiamo sulla credenza comune secondo cui mangiare questo carboidrato corrisponda a far aumentare di peso

Oggi è la giornata mondiale della pasta che si festeggia ogni 25 ottobre e quale giorno migliore per riflettere su una delle credenze più diffuse circa questo carboidrato se non il World Pasta Day? Andiamo dritti al sodo: la pasta fa davvero ingrassare oppure no? Cosa c'è di vero in questa convizione che molti hanno e che porta a far escludere questo alimento fondamentale nella dieta? 

Iniziamo con il dire che la pasta ha un apporto calorico di circa 360 Kcal per 100 grammi con una percentuale di carboidrati, cioè di zuccheri, all'80%. È questo l'elemento che potrebbe far pensare a un facile aumento di peso se la pasta dovesse essere consumata in quantità eccessive tutti i giorni. Non sono i grassi ma gli zuccheri presenti nei carboidrati a rendere la pasta una possibile nemica della salute perché mangiandone troppa si rischia di aumentare la glicemia, cioè gli zuccheri nel sangue. 

Un eccessivo consumo di carboidrati comporta quindi un elevato valore glicemico, che scatena nell’organismo l’innalzamento dell’insulina e che, a lungo andare, può davvero essere dannosa per la salute. Basti pensare alle patologie di insulino-resistenza o alla comparsa del diabete di tipo 2. Ma la pasta non è il nemico di una corretta alimentazione, solo il suo consumo eccessivo potrebbe causare, a lungo termine, risvolti negativi.

Pasta tutti i giorni? Attenzione alle quantità

Affermare che una semplice pasta in bianco sia dannosa è forse eccessivo, ma avendo illustrato le conseguenze dirette che i carboidrati hanno sull’organismo, è lecito affermare che il segreto stia nella quantità e nella frequenza con la quale si consuma la pasta. I carboidrati immessi nel corpo, infatti, possono svolgere tre funzioni distinte:

  • produrre energia chimica
  • depositarsi sotto forma di glicogeno
  • trasformarsi in grassi

Consumando quantità ridotte e calibrate di carboidrati, quindi, saremo in grado di produrre la giusta energia da consumare nell’arco della giornata senza eccedere con gli zuccheri e senza pericoli per la salute. Al contrario, una quantità sopra la media – aggiunta al consumo di zuccheri presenti in altri alimenti – possono farci ingrassare considerevolmente. 

Se il senso d’appagamento e di sazietà che fornisce un piatto di pasta in bianco è certamente superiore ad un’insalata, è altrettanto vero che subito dopo esserci fatti una scorpacciata di carboidrati ci sentiamo spesso stanchi, senza forze e sonnolenti. Non sono sensazioni da sottovalutare e, soprattutto, non sono casuali: il brusco calo della glicemia – anche detta ipoglicemia postprandiale – non solo ci fa sentire senza forze, ma aumenta anche il senso di fame. Ciò significa che, in conseguenza di un calo energetico importante, avremo anche voglia di mangiare di più. Un brutto circolo vizioso che rischia non solo di farci ingrassare, ma anche di sviluppare patologie come arteriosclerosi e diabete. 

Sembrerebbe che il “segreto” stia tutto nelle quantità del nostro piatto di pasta ma è bene analizzare anche le possibili criticità dettate dai condimenti. Per rendere golosa ma anche salutare la pasta basta non esagerare con un condimento troppo grasso quindi banditi il burro e l'olio e via libera alla salsa di pomodoro o a una fonte di proteine di accompagnamento.

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