Perché viene sete dopo aver mangiato la pizza?

I motivi che si nascondono dietro la sete post-pizza e come fare per ridurla al minimo

Per tantissime persone passare una serata tra amici è sinonimo di pizza, chiacchiere e risate. Ma spesso, anche una serata piacevole può trasformarsi in una notte insonne a causa della troppa sete. Sarà capitato a molti morire di sete sopo aver mangiato la pizza, ma perché accade? Cosa si nascode dietro questo fenomeno? Scopriamolo insieme.

Tra i motivi per cui viene sete dopo aver mangiato la pizza ci sono:

  • una maturazione dell'impasto insufficiente
  • il tipo di farina utilizzata
  • la qualità e quantità degli ingredienti

Maturazione dell'impasto

Partiamo dalla maturazione dell'impasto: se rispettare i tempi di lievitazione è essenziale per ottenere una pizza buona e digeribile, anche i tempi di maturazione sono importantissimi. Di cosa si tratta? È quella fase in cui gli enzimi idrolitici (amilasi e proteasi) presenti nella farina e attivati dall’acqua aggiunta nell’impasto, scompongono gli amidi e il glutine, e viene influenzata da diversi fattori tra cui le caratteristiche della farina, la temperatura dell'ambiente e il tempo di lievitazione. L'ideale è un processo di lievitazione che va dalle 24 alle 48 ore ad una temperatura compresa fra i 4 e i 25/26 °C: garantire questo intervallo di temperature, infatti, è essenziale affinché la maturazione dell'impasto possa avvenire durante la lievitazione. In conclusione, se la maturazione e la cottura vengono effettuate a regola d’arte, la pizza sarà più digeribile e sicuramente più saporita.

La scelta della farina

Un altro aspetto molto importante da tenere in considerazione è la scelta del tipo di farina in relazione alla sua forza, o indice W; questo, indica infatti la capacità della farina di assorbire acqua e di trattenere anidride carbonica durante la lievitazione, e la capacità dell'impasto di espansione al rigonfiamento. La forza di una farina è correlata al contenuto di alcune proteine che, durante l'impastamento, danno origine al glutine: maggiore è la forza della farina, più l'impasto sarà elastico e coeso. Per quanto riguarda la pizza, dunque, è opportuno utilizzare farine con W elevato, dette "farine di forza", con un contenuto proteico tra il 10 e il 15% e un indice W tra 240 e 300.

Quantità e qualità degli ingredienti

Infine, ma non meno importante, tra le cause della sete post pizza troviamo la quantità e la qualità degli ingredienti base e aggiunti a seconda del tipo di pizza che si sceglie. Se, infatti, nell'impasto della pizza è richiesto generalmente l'utilizzo di poco sale, bisogna tener conto del sale contenuto nella passata di pomodoro e di quello contenuto nella mozzarella, o del formaggio a pasta filata. Molte pizzerie, infatti, sostituiscono la mozzarella con i panetti ottenuti dal formaggio fuso, e se è vero che così i costi si dimezzano, l’esito dal punto di vista qualitativo e organolettico è sicuramente deludente. Se poi invece di scegliere la tradizionale margherita si preferisce aggiungere ingredienti come olive, prosciutto crudo o cotto, tonno, ecc.,  la quantità totale di sale aumenta di molto e di conseguenza anche la nostra sete: l’eccesso di sale, infatti, stimola il centro della sete localizzato nell’ipotalamo e, di conseguenza,  il corpo richiede acqua. 

Per ridurre la fastidiosa sensazione della sete notturna, è quindi preferibile scegliere pizzerie che adottano un processo di lievitazione che va dalle 24 alle 48 ore e optare per una pizza con ingredienti semplici, possibilmente con l’aggiunta di verdure. Queste ultime, infatti, contengono potassio, un minerale che contrasta gli effetti del sodio presente nel sale e diminuisce così il senso di sete.

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