Surimi: gli amatissimi bastoncini giapponesi, ma sapete cosa c'è dentro?

Tutto ciò che c'è da sapere sui piccoli cilindri arancioni fuori e bianchi dentro perfetti per insalate estive e piatti freddi

Di origine giapponese e ideali per piatti freddi e insalate estive, i bastoncini arancioni fuori e bianchi dentro chiamati comunemente Surimi sono un alimento tipico del Giappone che sta spopolando sulle tavole degli italiani. Sempre più di moda, il Surimi, è un cibo sfizioso che sembra farla da padrone nelle ricette della cucina italiana che vogliono assumere quel tocco esotico e, se vogliamo, più particolare e, quindi, affascinante. Ma cosa stiamo davvero mangiando quando portiamo in tavola i bastoncini di Surimi? Scopriamolo insieme in questo approfondimento culinario sull'ingrediente del momento.

Surimi: ma cosa c'è dentro?

A parlare della composizione del Surimi è il centro studi per la sicurezza alimentare della regione Lazio che individua diverse varietà di pesce all'interno del famoso bastoncino arancione, tra queste ci sono: i nemipteri, il suri, lo sgombro di Atka e una tipologia di carpa asiatica. Individuare esattamente le specie di pesce utilizzate per creare il Surimi non è facile perché il suo composto viene ottenuto con degli avanzi di lavorazione o ritagli industriali. Il nome stesso di questa specialità giapponese, infatti, sta per "pesce tritato" che, una volta pressato e aromatizzato con additivi vari assume quel tipico sapore di granchio, dato dagli aromi artificiali e la colorazione bianca all'interno, data dall'aggiunta di albume d'uovo. Al suo interno, inoltre, compaiono, inoltre, tracce di glutammato monosodico (E653) che ha effetti ancora incerti sulla salute dell'uomo e l'olio di colza e di palma. 

Tutte le proprietà del pesce come le vitamine e i sali minerali vengono perse durante i numerosi lavaggi che il composto subisce dopo tutte le manipolazioni per farlo diventare così come lo troviamo nelle confezioni, e per concludere, la quantità di pesce all'interno del Surimi è molto bassa, pari al 30, 40% e le proprietà nutritive pressochè inesistenti per un prodotto finale che altro non è che un insieme di scarti industriali. Il restante 60-70% di questo alimento è costituito da additivi e conservanti che fanno del Surimi un ingrediente che sarebbe meglio evitare di mangiare.

Meglio optare, allo stesso prezzo, per un buono e salutare pesce fresco, a volte, la semplicità è la scelta migliore!
 

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