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A cura di Gianluca Anoè

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Letture per la quarantena #6: "Il vecchio che leggeva romanzi d'amore" di Sepulveda

La storia d'amore tra un uomo e la foresta amazzonica. Un viaggio che parla di attesa, adattamento, sofferenza. Un libro di facile lettura, ma molto profondo

Come l'uomo deve abituarsi alla donna e la donna all'uomo, così, allo stesso modo, Antonio José Bolívar si abitua alla foresta. Vive la foresta amazzonica e legge libri che parlano d'amore. Quello tra due persone, quello che fa soffrire. Il sesto consiglio di lettura per questa quarantena è Il vecchio che leggeva romanzi d'amore di Luis Sepúlveda. Pubblicato nel 1989, in Italia è edito da Guanda dal 1993.

La citazione

I machete si mossero con abilità sotto la pioggia. Entravano nelle carni famelici, ne uscivano insanguinati, e mentre si accingevano a ricadere per vincere la resistenza di qualche osso, venivano lavati impeccabilmente dall'acquazzone

Il vecchio che leggeva romanzi d'amore

Il vecchio José Antonio Bolívar vive ai margini della foresta amazzonica. Porta con sé i ricordi di colono bianco, le foto da giovane in compagnia della moglie e i romanzi d'amore che legge in solitudine. Il suo vero patrimonio è l'aver vissuto all'interno della foresta e imparato le strategie di sopravvivenza dagli indios shuar. È così che si troverà di fronte ad un compito ingrato, che solo lui può portare a termine. Pur non volendolo.

Sepulveda scrive di José che legge romanzi d'amore. Lui stesso scrive un romanzo d'amore, quello tra José e la foresta amazzonica. Un amore fatto di adattamento iniziale, di avvicinamento alle tradizioni degli autoctoni che prima lo vedono come straniero, poi lo integrano, almeno parzialmente, nel proprio mondo, e infine lo allontanano. Un amore per la natura incontaminata e spietata, quella in cui vivono animali spesso pericolosi, come il tigrillo. Un amore che è sofferenza e quotidianità, insomma, come l'amore tra un uomo e una donna.

Sepulveda, con le sue parole, una in fila all'altra, evoca al meglio i suoni della foresta. Non è un romanzo che si ricorda per la trama, non è nulla di che. Su questo devo essere onesto (è un parere personale, come tutti quelli che esprimo all'interno della rubrica). Perché dovete leggerlo quindi? Perché è un libro che ha una enorme potenza evocativa, ogni parola trasuda foresta. È un libro agile, con una scrittura molto diretta, fatta di frasi secche e scambi veloci tra i personaggi. Un libro che si legge in un paio d'ore. E fa pensare ad altro.

VALUTAZIONI (da ? a ?????)

  • TRAMA ??
  • STILE ???
  • COINVOLGIMENTO ???
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