Pausa cicca

Pausa cicca

L'empatia della macchinetta del caffè

L'ultima macchinetta del caffè è stata sostituita dopo che tentò di ribellarsi al sistema schizzando mezzo bicchiere di caffè addosso al rettore dell'Università. A noi è dispiaciuto un po', ci eravamo affezionati perchè era intuitiva, non ti proponeva false illusioni di gusto al cioccolato sopra bevande che sono solo lontane parenti (acquisite) del nome con cui te le vendono, e se eri già assuefatto da espresso riusciva anche a difendersi bene. I giorni passati ad attendere un ricambio sono stati duri: qualcuno rinunciava al caffè, qualcuno si affacciava all'unica altra macchinetta, quelle delle bibite, così che nel giro di poco si creò l'esercito degli zombi e quello dei bevitori precoci di Red Bull, Kubrick ci avrebbe fatto un film.

Oggi ci hanno messo la macchinetta nuova, molto luminosa molto seducente. Inserisco quaranta centesimi, premo in alto a sinistra, tutto regolare. Non esce nulla, controllo: manca del credito. Come manca del credito?

Alle otto del mattino, quando già solo il fatto di trovarmi in un edificio scolastico prima che sia sorto il Sole mi fa capire che il mondo mi sta fregando, la macchinetta del caffè mi intima di inserire quaranta centesimi in più per un espresso equosolidale.

La nuova macchinetta del caffè non sa che alle otto del mattino nessuno studente è equo, e tanto meno solidale. E comunque io quaranta centesimi in più non li avevo, che poi dicono che ci laureiamo in ritardo.

Pausa cicca

L'Università è quella parte di vita passata a fare pausa da quello che i tuoi credano tu stia facendo

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