ViviVenezia

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Cosa resta del Carnevale di Venezia?

Il Carnevale ha chiuso i battenti, con la bandiera di San Marco che ha calato il sipario su una manifestazione che come ogni anno ha raccolto centinaia di migliaia di visitatori in laguna. Ma dopo quasi tre settimane di festeggiamenti, di maschere per ponti e calli, mastri artigiani, condizioni meteo tutt'al più clementi, cosa resta della kermesse?

La Maria del Carnevale - Claudia Marchiori, la Maria del Carnevale 2016. In molti si sono divisi, chi ha approvato la sua premiazione, chi avrebbe preferito una altra “reginetta”. Voi che ne pensate? È lei ad incarnare al meglio la leggiadria e la compostezza della damigella più aggraziata? Che ne pensate?

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Lo “svolo” dell’Angelo - Avvolta in un abito elegantissimo, nelle tonalità dell’arancione, ha lanciato coriandoli durante la sua planazione su una piazza San Marco gremita. Tutti col naso all’insù per ammirarla, lei piena di emozione e con il cuore in gola - come ha dichiarato dopo il suo volo. Decine di migliaia i presenti, forse per l’evento nell’evento più riuscito.

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Lo “svolo” dell’Aquila - Una novità rispetto agli scorsi anni: solitamente a calarsi dall’alto della torre campanaria era una donna, per lo più sportiva, quest’anno, invece, ad impersonare l’aquila del Carnevale è stato un musicista molto amato dai giovani, quel Saturnino che con i suo basso ha fatto risuonare, proprio mentre era in volo, una splendida versione dell’inno alla gioia di Beethoven. Il maltempo non lo ha fermato, e neppure il pubblico si è fatto intimorire.

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La zombie walk - Centinaia di zombie per le calli e i ponti di Venezia, in uno scenario apocalittico. Seppur limitata rispetto agli anni precedenti per le norme antiterrorismo - i cacciatori con fucili non hanno potuto partecipare all'evento - si è rivelato comunque un evento diverso dal solito e fuori dagli schemi, capace di rendere, in senso buono, mostruosa la laguna.

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Arsenale Carnival Experience - Non poteva di certo mancare il divertimento, con i classici appuntamenti tutti da ballare all'arsenale. Sette giorni di festa, per sette eventi che hanno attirato moltissimi giovani. Perché lo spirito del Carnevale non si riduce solo alle maschere, ai trucchi e agli eventi istituzionali.

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Commenti (1)

  • Cosa resta? ... Non prendiamoci in giro: il Carnevale di Venezia è morto quando i veneziani hanno smesso di parteciparvi con gioia ed impegno, cioè all'incirca un paio d'anni dopo che l'evento è stato ceduto a società esterne per essere trasformato in pura attrazione commerciale (1994?). I veneziani si sono defilati quando, per esemplificare, dall'avere per strada i banchetti con frittole e vin brulé a prezzi popolari, si è passati alle paste e ai vasetti infiocchettati di conserve della gastronomia italiana (per turisti), tutti venduti a prezzi di lusso. Restano i disagi di un turismo becero e mai mascherato che nulla lascia alla città a parte le proprie immondizie; resta una popolazione insofferente e una città sempre più plastificata. Sarebbe meglio fare un passo indietro: congelare la manifestazione per ripensarla, per riappriopiarsene come evento 'di noi e per noi'....

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