ViviVenezia

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"Far la pittima", il modo di dire veneziano utilizzato in particolar modo da...

credits: clappstar

Un modo di dire che a differenza di tanti altri si è tramandato bene nel corso dei secoli, e anche le nuove generazione, al giorno d’oggi, lo utilizzano in modo molto frequente. Far la pittima è quel detto con il quale ci si riferisce, solitamente, alle persone che sono molto avvezze a lamentarsi, tanto da risultare fastidiose e pesanti, al limite dell’insostenibile.

Quante volte vi sarà capitato di sentirvi dire dai genitori o dai nonni “No sta far la pittima!”? È da bambini, infatti, che si tende ad essere più lamentosi e schizzinosi, ma tuttavia trova un buon utilizzo anche per rivolgersi a persone adulte. Talvolta per sottolineare in maniera decisa l’attitudine di una persona, altre volte per canzonarla e prenderla in giro (pur mantenendo un fondo di verità).

L’origine del termine “pittima” non sarebbe veneziano, tant’è che si tratta di una parola utilizzata, nel corso della letteratura, da scrittori provenienti da ogni angolo d’Italia, da nord a sud. Basti pensare che anche Pirandello ne faceva un uso piuttosto frequente. Il significato più probabile? Quello di “esattore”: nelle repubbliche marinare di Venezia e Genova, si trattava di una persona pagata dai creditori per seguire costantemente i propri debitori. Aveva come compito quello di ricordare ai creditori che dovevano saldare il debito contratto.

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