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A cura di Gianluca Anoè

Le parole del veneziano che non si usano più

La lingua si evolve, cambia, acquisisce parole e ne perde. È inevitabile. A testimoniarlo c'è la linguistica storica, che si occupa, tra le altre cose, di conservare tutte quelle forme linguistiche cadute in disuso per differenti ragioni. Oggi vogliamo proporvi alcune parole del dialetto veneziano che non si usano più, o che perlomeno sono state sostituite da altre, talvolta più vicine all'idioma italiano.

Àmia

Ovvero "zia". Si sente talvolta, ma con una frequenza sempre minore. Al giorno d'oggi è più comune zia.

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Barba

Ovvero "zio". Discorso speculare a quanto fatto per amia, sebbene il termine femminile venga utilizzato più spesso di quello maschile.

Bombaso

Quanti ne conoscono il significato? Significa "cotone". Oggigiorno è comunissimo il termine cotón.

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(credits: Maurizio e Marika)

D'arente

I più anziani lo usano ancora, e talvolta si sente pronunciare. Oggi si usa più comunemente vissín, ovvero "vicino".

Ghirba

Vi dice qualcosa? Probabilmente conoscete il più comune sbessola, ovvero "mento".

Omo de legno

Ovvero l'attaccapanni. Oggi si usa, semplicemente, tacapani.

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(credits: eLENA tUBARO)

Slimego

Ovvero "viscido". Si sente ancora, ma sempre meno, specie in riferimento alle lumache (slimegose).

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