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Domenica, 21 Luglio 2024
cibo

5 amici trasformano un vecchio bar della Venezia non turistica in osteria con bacaro

Osteria San Isepo ha riaperto in una veste totalmente nuova alla metà di giugno. Siamo nel pieno del sestiere di Castello, il più ‘veneziano’ e per molti turisti il più remoto della città

Di Venezia o adottati da Venezia da anni. Attivi per questa città e loro stessi capaci di attivare una comunità di persone che promuove una ristorazione di qualità e goliardica. Con uno spirito attento all’arte, un filo sottile che accomuna tutti. Sono i soci Sean Ambrosi, Rubin Koldashi, Riccardo Gisiato, Aldo Oppedisano e Leonardo Marchetti, che lunedì 17 giugno 2024 hanno aperto l’Osteria San Isepo nel campo omonimo nel sestiere Castello, il più popolare e il più veneziano di tutti.  

Da Cannaregio a Castello per una buona ristorazione

L'esterno di Campo San Isepo la sera dell'apertura ph. Blubanana Studio

Li abbiamo già incontrati in una compagine più ristretta che poi si è allargata, al bacaro Ae Bricoe. Nel sestiere Cannaregio in piena Fondamenta dei Ormesini, grazie a loro un anno e mezzo fa un vecchio bacaro ha cambiato passo, non semplicemente cambiato gestione. Sono arrivati vini naturali, un servizio premuroso e vivace, cicchetti preparati espressi e molte proposte vegetariane e anche qualche ricetta vegana. Tutte cose non sempre facili da trovare in città.

Una nuova osteria per il sestiere Castello

Due cicchetti dalla nuova Osteria San Isepo ph. Blubanana Studio

Per la nuova avventura ci spingiamo molto più in là, quasi alla fine della Venezia conosciuta dai più, una parte della città in cui vivono ancora molte persone e che ha un filo diretto con i Giardini e con la Biennale. “In una città che ha delle evidenti fragilità e che fa i conti quotidianamente con il turismo di massa e l'apertura e chiusura di molte attività che poco rappresentano Venezia, riappropriarsi degli spazi della comunità è un gesto eroico” ci dice Giorgia Segato, anche lei nel progetto della nuova osteria. In Campo San Isepo esisteva già un’attività, un bar gestito da 40 anni dalla stessa proprietà. I soci sono venuti qui a portare la loro idea di ristorazione e convivialità. “Siamo una sorta di brodo tutti insieme” ci spiega Aldo Oppedisano, che è entrato in cucina da piccolissimo e ci tiene a sottolineare che sono una realtà pluarale “una zuppa potremmo definirla. E non abbiamo intenzione di fermarci qui”. Potendo infatti c’è il progetto di continuare il lavoro di rigenerazione di vecchie insegne anche altrove.

Cucina veneziana, vini naturali e cicchetti

Il campo dove ha aperto Osteria San Isepo ph. Instagram

Ma parliamo invece di quello che accade qui, in un Campo che sembra baciato da una forma di pace quasi beata. I tavolini fuori accolgono per primi i visitatori di Osteria San Isepo. Dentro due sale, una con tavoli e l’altra con il bancone, ricalcano la doppia identità di bacaro e osteria. Si potrà infatti sia mangiare al banco che al tavolo. Da una parte i cicchetti, che seguono lo spirito delle Bricoe, dall’altra un menu realizzato dalla cucina, che sarà un’ode alla venezianità, con qualche delicato guizzo identitario, realizzato con i prodotti delle botteghe del sestiere. A completare l’offerta, vini naturali, amari, digestivi e cocktail. Quando l’insegna arriverà a pieno regime, ci sarà la possibilità di frequentare l’insegna dalle 7 del mattino alle 22:30, facendo anche colazione, sia dolce che salata. Inoltre alle pareti, il performer Carlo Negro ha ultimato – come da Ae Bricoe – un’illustrazione specifica per questo sito che parla di Venezia.

Osteria San Isepo
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