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Mercoledì, 28 Febbraio 2024
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Il leggendario cocktail di Venezia inventato guardando un quadro

Si tratta del mitico drink Bellini, inventato dal bartender Giuseppe Cipriani dell’Harry’s Bar. Un drink frizzante a base di prosecco a cui si aggiunge una purea di pesche, amato da divi e letterati

Tra i cocktail più eleganti di sempre, ormai consegnati alla storia e al mito del tempo, c’è il Bellini. Drink nato proprio a Venezia e poi esportato in tutto il mondo, tanto da fare la sua fortuna non in patria ma a New York. Un elegante flûte che contiene prosecco e succo di pesca, frizzante al punto giusto da risvegliare i sensi e dalla bassa gradazione alcolica. Il Bellini è anche sinonimo di un’epoca che non c’è più: dei bar del dopoguerra, dei camerieri in livrea, di un modo di vivere che è diventato sinonimo di Bella Vita all’italiana. La sua nascita è leggenda, e si lega alla città di Venezia così come a un bar ancora oggi famosissimo: l’Harrys’s Bar, a pochi passi da Piazza San Marco, e del suo proprietario Giuseppe Cipriani.

Il Bellini dell'Harrys Bar di Venezia

La nascita del Bellini: come è nato il cocktail di Venezia

A differenza di tanti altri cocktail la cui storia si perde nella notte dei tempi, per il Bellini invece si ha una data certa e un nome a cui associare la paternità. Era infatti il 1948 quando Giuseppe Cipriani, fondatore dell’Harry’s Bar, inventa questa preparazione dolce al punto giusto e perfetta per tutto l’arco della giornata. Infatti solo un goccio di vino prosecco a cui si aggiunge succo di pesca: il risultato un cocktail sapido e minerale ma smorzato dalle note più zuccherine del frutto. Il Bellini, inoltre, a differenza di altri cocktail nati per sbaglio è stato volutamente creato dal fondatore dell’Harrys Bar per celebrare una mostra del grande artista e pittore Giovanni Bellini. Dicono, in particolare, che l’ispirazione venne a Cipriani osservando la tunica di un santo raffigurato in un’opera dell’artista cinquecentesco. Così Cipriani decide di ricreare quello stesso colore rosato in un cocktail, dando vita al Bellini. La fortuna del Bellini seguì la fortuna di questo leggendario locale, meta di artisti, scrittori e personaggi dello spettacolo: da Ernest Hemingway a Orson Welles, fino ad arrivare a Gianni Agnelli.

Preparazione del Bellini all'Harry's Bar di Venezia

Simbolo del lusso nel dopo guerra fino agli Anni ’70, l’Harry’s Bar viene aperto nel 1931 da Giuseppe Cipriani, capostipite di quello che è poi diventato un vero e proprio impero legato alla ristorazione. In tutto il mondo. E infatti proprio a New York che il brand prende il largo, così come il suo cocktail di punta: il Bellini, tanto che ancora oggi nella grande mela questo è uno dei cocktail più richiesti al brunch. Il Bellini diventa così simbolo di un’era, oltre a essere un cocktail internazionale inserito nella lista ufficiale IBA.

Giuseppe Cipriani dell'Harry's Bar di Venezia

La ricetta del cocktail Bellini e la sua preparazione

Si tratta di un long drink che fa parte della categoria degli sparkling cocktail ovvero i drink frizzanti, grazie alla presenza di bollicine. La ricetta è molto semplice e prevede esclusivamente vino prosecco e purea di pesche bianche, nella proporzione di 2 a 1. Stando alle indicazioni dell’Harry’s Bar di Venezia, il cocktail Bellini prevede 3/4 di prosecco e 1/4 di purea di pesche che si ottiene schiacciando i frutti con tutta la buccia in un imbuto cinese o con uno schiacciapatate. Si può usare anche una centrifuga, ma mai un mixer perché altrimenti il succo si mescola all’aria. Solo alla fine si unisce secondo le proporzioni il vino per il Bellini al succo di pesca (ad esempio: 5 cl di succo e 15 cl di Prosecco) e mescolare. Ovviamente è consigliata di bere la bevanda fresca di giornata.

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