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Le fiamme divampate a Porto Marghera

Le fiamme divampate a Porto Marghera

Incendio a Marghera, Colletti (Filctem): «Mi è sembrato il disastro della Dow Chemical»

Il sindacalista dei chimici stamattina in zona Panorama. «Prima di allontanarmi ho visto una rapida deflagrazione come se qualche dispositivo di sicurezza non avesse funzionato»

Un incendio divampato a forte velocità, «come se qualcosa nei dispositivi di sicurezza non avesse funzionato». Ripercorre così il momento della deflagrazione stamattina, alla 3V Sigma di Porto Marghera, l'ex sindacalista dei chimici Cgil veneziano Riccardo Colletti, della Filctem nazionale. Verso le 10 si trovava in zona Panorama a Marghera. «La cosa strana è la proprio la rapidità del propagarsi della nube, come se ad alimentarla ci fosse stata una combustione dovuta a spandimento. Mi è sembrato di rivivere il disastro della Dow Chemical», racconta, tornando all'incidente in area Petrolchimico del 2002 quando le esplosioni provocarono un rogo e fumi tossici negli impianti della compagnia statunitense.

La reazione e la deflagrazione

«Penso qualcosa non abbia funzionato in tema di sicurezza e va verificato rapidamente. Personalmente avevo avuto a che fare qualche tempo fa con la 3V Sigma per gli stessi temi, avevamo avuto problemi con uno scambiatore e lo Spisal intervenne per alcune verifiche e per mettere alle strette l'azienda in termini di sicurezza. La preoccupazione è per le sostanze disperse nell'ambiente, oltre che per i feriti in primo luogo, che non dovrebbero essere persone del posto. La reazione chimica mi ha impressionato e di più la rapidità dell'esplosione. Forse erano presenti sul posto elementi che hanno fatto reazione. Andranno verificati lo stato dell'arte degli impianti e lo stoccaggio delle materie prime. L'incendio si è alimentato ad esplosione, come per una reazione chimica a catena. Non ho mai visto bruciare un impianto così rapidamente, perché in altre aziende ci sono nei tubi meccanismi automatici di chiusura delle valvole che bloccano il passaggio delle sostanze all'interno, interrompendo la diffusione degli elementi, in caso di emergenza. Dico queste cose perché le ho viste prima di allontanarmi velocemente dal posto» (in foto Riccardo Colletti).

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Le responsabilità e le battaglie

Sulle manifestazioni e le proteste sindacali Colletti commenta: «Se c'erano state rivendicazioni sulla sicurezza questo denota una mancanza di interventi. Ma questi eventi ci mettono in difficoltà perché è inutile far investire le altre aziende spingendole ad adeguarsi in tema di garanzie e tutele se ce ne sono poi alcune che non fanno manutenzione preventiva ed espongono al rischio i lavoratori. Vanno verificate - conclude - tutte le responsabilità. Marghera è sempre stata al centro di queste battaglie. Vedere che una possibile negligenza mette al rischio tutte le mobilitazioni fatte per ottenere avanzamenti in tema di sicurezza è inaccettabile. Andrei a capire anche come è intervenuta tutta la filiera del soccorso», conclude.

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