Com'è andato il primo giorno della fase 2

C'è più movimento per le strade e a bordo dei mezzi. In generale la situazione è ordinata, ma vengono segnalate delle difficoltà in orario di punta. Tutti indossano la mascherina

È partita oggi la "fase 2" dell'emergenza coronavirus, ovvero il parziale allentamento delle restrizioni sugli spostamenti e sulle aperture deciso dal governo. Anche se può sembrare che non ci sia molta differenza rispetto alla scorsa settimana, in realtà le nuove regole permettono a migliaia di persone in più di muoversi all'interno delle regioni: chi ritorna al lavoro (gli addetti del settore della manifattura e delle costruzioni, ma anche in generale quelli delle aziende che nel frattempo hanno riaperto assicurando il rispetto delle norme sanitarie), chi si sposterà per andare a trovare familiari o altre persone con cui si ha uno "stabile legame affettivo", chi semplicemente tornerà a frequentare i parchi per fare attività motoria. Si tratta, quindi, di un banco di prova importante per verificare diverse cose: l'adeguatezza dei trasporti, l'efficienza delle misure di sicurezza adottate nei posti di lavoro, nei terminal e nei luoghi più frequentati, la capacità delle singole persone di tornare a vivere alcuni tipi di situazioni quotidiane rispettando le regole. E poi, ma questo si vedrà nei prossimi giorni, il rischio che il numero dei contagi torni a salire.

A Venezia e provincia si nota, a partire da stamattina, una maggiore frequentazione dei mezzi di trasporto, vaporetti, autobus e tram (secondo il governatore Zaia, Actv segnala un +15% di passeggeri dalle 6.30 alle 7.45 rispetto a lunedì scorso); ma anche un aumento del traffico nei canali, dovuto principalmente all'impiego delle imbarcazioni da lavoro. Mancano, ovviamente, i turisti. Ai marinai dei vaporetti Actv spetta il compito di far rispettare un numero massimo di persone a bordo, così come agli autisti dei bus, e molti dei sedili sono marcati con un bollo che indica il divieto di sedersi, per garantire le distanze minime tra i passeggeri. Situazione analoga per quanto riguarda i treni, mentre nelle stazioni gli adesivi a terra indicano agli utenti le distanze da rispettare e i percorsi da seguire.

Mezzi di trasporto

Vengono segnalati, in certi casi, assembramenti alle fermate e difficoltà a rispettare le distanze all'interno dei mezzi, soprattutto in alcune corse in orario di punta. «Ci riferiscono - dice Valter Novembrini, Filt Cgil - di gente rimasta a terra e molta gente agli imbarcaderi al Lido, Punta Sabbioni, sul 5.1, sul 5.2, stessa cosa sugli autobus, sul 2, fin dalle 6 del mattino. Idem nel T2, il tram Venezia-Marghera. I parcheggi sono vuoti, segno che l'interscambio mezzo privato-pubblico non funziona. Ci auguriamo che il prefetto ci convochi». Aggiunge Monica Sambo, capogruppo Pd in Consiglio comunale: «Dall’inizio dell’emergenza, dopo la drastica riduzione delle corse, abbiamo richiesto di implementare le linee per garantire il trasporto ai residenti e ai lavoratori. È evidente che con la riapertura di alcune attività sarebbe stato necessario mettere a disposizione ulteriori linee acquee e automobilistiche. Purtroppo questa giunta non ha ascoltato le richieste provenienti dai territori. Altre città hanno aumentato le linee per garantire la ripartenza e la sicurezza dei lavoratori e potenziato le piste ciclabili. Il Comune di Venezia invece continua a non affrontare il problema». L'azienda di trasporti ha spiegato che «ci sono alcuni picchi di domanda che vanno gestiti» e che «quelli segnalati sono stati risolti con corse di rinforzo». «Stiamo cercando di capire come evolve la situazione - rileva Actv - Se venissero confermati questi picchi di domanda bisognerà pensare a come intervenire».

Per le strade e in città

Si registra anche un incremento del traffico sulle autostrade, con molti veneti che si muovono per andare fuori città. Sempre a Venezia, stamattina, si è svolta tra la stazione ferroviaria e Rialto una manifestazione di una serie di categorie che chiedono di poter tornare a lavorare. Le protesta è stata presidiata dalle forze dell'ordine. In generale, per le strade e per le calli si nota un certo movimento. Ci sono - come già successo nelle scorse settimane - code all'esterno di molti supermercati, anche perché ieri, domenica, erano chiusi. Da oggi anche gli ospedali riprendono gradualmente lo svolgimento delle attività ordinarie con precise regole e limitazioni. Praticamente tutti, in giro, indossano regolarmente la mascherina e, per ora, le attività si stanno svolgendo in modo piuttosto ordinato.

La diffusione del virus

In tutto questo, come si diceva, c'è da monitorare la diffusione del contagio del Covid-19. Secondo il bollettino regionale di stamattina, i pazienti ricoverati nelle terapie intensive del Veneto sono ormai meno di cento, di cui 17 negli ospedali della provincia di Venezia. Altri due decessi sono stati registrati all'ospedale di Dolo, mentre le persone attualmente positive al virus in provincia sono 658. Tutti gli indicatori, per ora, sono in miglioramento.

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Tra 10-15 giorni sarà possibile fare il primo "punto della situazione" della fase 2, scrive Today. Il numero di contagi risalirà? E di quanto? È possibile, perché milioni di persone tornano a uscire di casa. Sono giorni delicati, e lo saranno ancora di più a metà maggio, il 18, quando riaprirà (a meno di scossoni) la gran parte delle attività. I virologi indicano la strada e guardano il calendario. «La speranza -  dice all'Adnkronos Fabrizio Pregliasco, virologo dell'università degli Studi di Milano - è che gli italiani continuino a uscire con i "piedi di piombo", in una sorta di libertà vigilata che possa consentire di contenere la diffusione del coronavirus. Dobbiamo però prepararci al peggio: nuovi casi possono emergere. Occorreranno almeno 2 settimane per fare un bilancio, dato che l'incubazione dell'infezione va da 2 a 11 giorni con una media di 5 giorni».

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