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L'assalto alla commissione di Via (foto da Twitter)

L'assalto alla commissione di Via (foto da Twitter)

Centri sociali alla commissione di Via, la sede viene presa d'assedio

Smantellati i locali di Venezia, Tommaso Cacciari spiega le ragioni degli attivisti, ma per Luca Zaia è un caso di "negazione della democrazia"

Un gruppo di circa 50 giovani dei centri sociali veneziani hanno letteralmente smantellato, venerdì mattina, l'ufficio della commissione di Valutazione di impatto ambientale (Via) di Venezia. Lo ha reso noto il loro portavoce Tommaso Cacciari che ha sottolineato come l'azione sia stata fatta per protestare contro una istituzione che, invece di essere formata da tecnici, è composta su nomina “politica”. "Di fatto - ha detto Cacciari - i controllori sono gli stessi che dovrebbero essere controllati considerato che nella Via ci sono persone che seguono per enti ed istituzioni la realizzazione di opere sul territorio veneto".

LA REPLICA - “Un'inaccettabile negazione delle democrazia che respingo fermamente". Con questa parole il presidente della Regione del Veneto Luca Zaia stigmatizza il "blitz" effettuato dai centri sociali veneziani. "Io - prosegue Zaia - sono uno che ascolta tutti e tiene presente le idee di tutti nel prendere le decisioni. Sono e sarò sempre per il dialogo e per questo sono ancora più amareggiato nell'assistere a queste esibizioni muscolari che nulla aggiungono e nulla tolgono alle grandi problematiche che ci troviamo ad affrontare".

"CRIMINALI ORGANIZZATI" - “Esprimo solidarietà al personale impiegato nelle strutture di palazzo Linetti a calle Priuli, per le offese e le intimidazioni ricevute dal gruppo di delinquenti organizzati nascosti da maschere”. Con queste parole l’assessore all’ambiente della Regione del Veneto, Maurizio Conte, commenta la violenta incursione di venerdì. “Dopo questo blitz chiaramente non autorizzato – prosegue Conte – molti dipendenti si sono intimoriti, perché persone incappucciate, quindi non riconoscibili hanno fatto irruzione all’interno degli uffici generando una comprensibile paura per la propria incolumità. La formula “Anonymous” è la conferma che i gruppi degli eterni giovani dei collettivi del Nordest hanno perso vigore e identità, nei metodi però non si smentiscono: delinquenza, irruenza e totale mancanza di ascolto la forma di confronto abituale”. “Visti i ripetuti precedenti di impunità di cui in passato hanno goduto questi signori – conclude l’assessore veneto –, mi auguro che anche di fronte a questo gesto la giustizia non si giri da un’altra parte”.

centri sociali 2-2

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