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Il Ghetto più antico del mondo compie 500 anni: allerta sicurezza a Venezia

Martedì concerto al teatro La Fenice e visita del presidente della Camera in laguna. Varchi delle forze dell'ordine e unità antiterrorismo in aeroporto e nelle zone "calde"

Sono passati 500 anni da quel 29 marzo del 1516 in cui la Repubblica di Venezia decise di segregare la popolazione ebraica in un'area di Cannaregio dove, al tempo, trovavano spazio le antiche fonderie. Di qui la parola "getto" e poi "ghetto", divenuto con il passare del tempo il termine che indica le aree all'interno delle città in cui le minoranze vengono, più o meno volontariamente, confinate. Nei secoli il Ghetto di Venezia divenne un vivace centro dove fiorirono arte e cultura e che ospitò ebrei esiliati da tutta Europa.

Oggi il Ghetto di Venezia festeggia quindi mezzo millennio dalla sua fondazione. Lo ricordano una serie di manifestazioni con cui il capoluogo lagunare vuole celebrare questo importante traguardo per uno dei suoi luoghi simbolo. Il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, ha ricevuto martedì mattina a Ca' Farsetti l'ambasciatore d'Israele Naor Gilon, tra gli ospiti presenti in città in occasione della cerimonia di apertura delle celebrazioni. Alle 19, al teatro La Fenice, è in programma "Il Titano" di Gustav Mahler, concerto su invito diretto da Omer Meir Wellber. Attese diverse personalità, tra cui il sindaco Brugnaro, i rappresentanti della Regione, delle istituzioni cittadine e del Veneto, il presidente della Camera Laura Boldrini e il ministro per le Riforme Costituzionali e i Rapporti con il Parlamento, Maria Elena Boschi. Alle 15, invece, è prevista la visita della presidente Boldrini in campo del Ghetto Novo, mentre alle 17, all’Ateneo Veneto, si terrà la presentazione del volume "Venezia e il Ghetto" di Donatella Calabi. Va da sé che, dal punto di vista della sicurezza, l'allerta è massima. Prefetto e questura nelle scorse settimane hanno predisposto la presenza di cordoni composti da forze dell'ordine e unità antiterrorismo all'aeroporto, al porto e alla stazione ferroviaria, oltre che alla Fenice. Il Comune ha invece emanato un’ordinanza di divieto di navigazione nei canali intorno al teatro.

I residenti ebrei del Ghetto sono attualmente una trentina (sostituiti nel corso degli anni dai veneziani non ebrei), ma più di 500 sono gli iscritti alla comunità ebraica: un luogo ancora straordinario, grazie al patrimonio intatto delle sue sinagoghe e un museo che non ha paragoni nel resto d'Europa. Per il rabbino della comunità ebraica di Venezia, Scialom Bahbout, bisogna fare attenzione perché "sembra che i muri, i ghetti e i reticolati stiano tornando di moda, anzi molti se li augurano, per potersene chiudersi dentro o per chiuderci dentro altri, quelli che sono diversi da noi e che ci fanno una gran paura". Simone Venturini, assessore alle Politiche sociali del Comune di Venezia, annuncia: "Oggi il Ghetto di Venezia compie 500 anni. Una celebrazione importante che ci ricorda il grande contributo della comunità ebraica a Venezia".

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