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Mostra del Cinema di Venezia, all'iraniano Amir Naderi il premio Jaeger-LeCoultre

Il cineasta, esponente di spicco del nuovo cinema iraniano, sarà premiato nel Palazzo del Cinema il 5 settembre prossimo. Tra i suoi capolavori Tangsir e Entezar

La Biennale di Venezia e Jaeger-LeCoultre annunciano che è stato attribuito al grande regista iraniano Amir Naderi (Vegas, Manhattan by Numbers, Davandeh-Il corridore) il premio Jaeger-LeCoultre Glory to the Filmmaker della 73. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, dedicato a una personalità che abbia segnato in modo particolarmente originale il cinema contemporaneo.

La consegna del premio ad Amir Naderi avrà luogo lunedì 5 settembre alle 14 in Sala Grande, prima della proiezione Fuori Concorso del suo nuovo film Monte, in prima mondiale a Venezia. Il film (girato in Italia sulle montagne altoatesine e friulane) è ambientato nel 1350 e racconta la drammatica storia di un uomo che cerca di riportare la luce del sole nel proprio villaggio, dove la famiglia riesce a stento a rimanere in vita proprio per la prevalenza dell'oscurità. Monte ha fatto parte nel 2014 dei progetti selezionati all’interno del programma Venice Gap-Financing Market del Venice Production Bridge.

A proposito di questo riconoscimento, il direttore della Mostra Alberto Barbera ha dichiarato: "Amir Naderi ha contribuito in maniera decisiva alla nascita del Nuovo cinema iraniano negli anni ’70 e ’80 con alcuni capolavori destinati a rimanere nella storia del cinema come Davandeh (Il corridore, 1985) e Ab, bâd, khâk (Acqua, vento, sabbia, 1988). Ma anche dopo il suo trasferimento a New York nel 1988, Naderi è rimasto ostinatamente fedele a se stesso e a un’idea di cinema di ricerca e sperimentazione per nulla incline alle mode e alle facili scorciatoie. In tutti i suoi lavori, non è difficile rinvenire il nucleo di una identica ossessione che trascende il principio di realtà per spingere l’individuo oltre il proprio limite".

Dagli anni Settanta, Amir Naderi è stato tra le figure più influenti del nuovo cinema iraniano, e si è affermato con classici quali Tangsir (1974), Entezar (1974), vincitore del premio della giuria al festival dei ragazzi di Cannes, Davandeh (Il corridore, 1985) e Ab, Bad, Khak  (Acqua, vento, sabbia 1989), questi ultimi entrambi vincitori della Mongolfiera d’oro al Festival di Nantes. Davandeh è il primo film a emergere internazionalmente dal panorama iraniano. Naderi è anche il primo importante regista iraniano a espatriare alla metà degli anni ’80, trasferendosi a New York e realizzando - con la trilogia Manhattan by Numbers (1993),  A,B,C…Manhattan (1997), Marathon (2000) - opere che hanno catturato in maniera unica l’atmosfera particolare di quella metropoli.

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