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"A me, cieco, vietate le scale mobili del parcheggio per il cane guida"

Un 36enne mestrino è convinto di essere stato vittima di una ingiustizia in un impianto in provincia di Belluno: "Non mi hanno fatto salire"

E' convinto di essere stato vittima di una ingiustizia. Per questo ha raccontato la sua storia al Gazzettino: un 36enne mestrino, cieco, si affida per i suoi spostamenti a uno splendido esemplare di Flat Coat Retriever. Un cane che lo accompagna ovunque, ma che non ha potuto farlo durante un pomeriggio passato a Belluno.

Sabato scorso, infatti, il 36enne aveva raggiunto un parcheggio e, ignaro del divieto, si apprestava a mettere piede sulla scala mobile che l'avrebbe fatto uscire dalla zona. A un certo punto, però, l'uomo è stato bloccato da un addetto che gli ha spiegato come l'utilizzo dell'impianto non fosse permesso agli animali. Ne è nata una discussione sulle normative vigenti che ha visto anche l'intervento della polizia: da una parte il 36enne cieco che sottolineava come anche una Convenzione dell'Onu dichiarerebbe che i cani guida possono entrare in tutti i luoghi e i mezzi pubbici, dall'altra gli addetti dell'impianto, di parere opposto.

Alla fine, dopo un'ora e mezza, la decisione del mestrino di andarsene. Con l'intenzione di rendere pubblica in tutti i modi la sua storia. Secondo l'amministratore della società di gestione delle scale mobili, interpellato dal Gazzettino, però, anche l'ufficio locale dell'Ustif avrebbe confermato il divieto. E il 36enne avrebbe rifiutato un accompagnamento in taxi e l'utilizzo delle scale "fisse" esterne.

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