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Ex Vinyls: l'esplosivo non abbatte la fiaccola, la torre rimane ancora al suo posto VIDEO

Il fragore è stato molto forte ed è stato udito anche a grande distanza. Gli ex operai: "E' un simbolo che non vuole andarsene". Il prefetto: "Serve procedere all'immediata rimozione"

Si abbatte la prima delle due torri dell'ex Vinyls, uno dei simboli di Porto Marghera, evento destinato a entrare nella storia veneziana e, perché no, italiana. Una - la più bassa, di 154 metri - nel tardo pomeriggio di giovedì 13 luglio, l'altra il giorno successivo. Ma non tutto va secondo quanto previsto. Al momento dell'esplosione, davanti agli occhi di alcuni ex operai e di sindacalisti che a quelle torri hanno legato il proprio passato di lotte, la fiaccola rimane al suo posto. Era la prima impresa di questo tipo nel Belpaese, ma ha fatto cilecca.

LA TORRE È ANCORA LÌ

La carica non ha sortito alcun effetto, se non di spostare di poco l'asse della struttura. Alcuni dipendenti usciti dall'impianto hanno dichiarato che l'operazione non ha raggiunto l'obiettivo desiderato e che tutto è stato sospeso. Le cariche erano state posizionate su 2 delle 3 enormi "zampe" su cui poggia la torre. L'esplosione è stata fragorosa, la nube di fumo densa. Ma nulla più. La struttura alta 150 metri e più di altezza si è continuata a stagliare all'orizzonte. Forse un po' indebolita (anzi, gli ingegneri della ditta incaricata l'hanno dichiarato apertamente), ma ancora in piedi.

Le operazioni nella serata sono state sospese e la "pratica" sarà ripresa in mano venerdì mattina. Ma com'è la situazione in fatto di sicurezza? Giovedì sera si è proceduto a un lungo sopralluogo. La capitaneria di porto ha presidiato il canale dei Petroli, il comandante dei vigili del fuoco si è portato sul posto. C'erano anche i rappresentanti delle forze dell'ordine, del Comune e della Prefettura. Come uscire dall'impasse? Sono stati rafforzati i turni dei pompieri interni. L'esplosione che tipo di danni ha causato alla torre? Diversi gli interrogativi cui dare risposta. "Le torri sono diventate un pericolo per l'incolumità pubblica, bloccando tutto il porto commerciale - dichiara il prefetto, Carlo Boffi - su richiesta dei vigili del fuoco ho interessato gli artificieri dell'Esercito per fare delle verifiche e procedere all'immediata rimozione".

IL MOMENTO DELL'ESPLOSIONE. SINDACATI: "QUI CI SIA IL FUTURO"

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Le operazioni fanno parte del processo di smantellamento dell'impianto. La demolizione delle strutture (chiamate CV22 e CV24) avverrà (ora però non si sa quando con esattezza) per ribaltamento con l'utilizzo di speciali cariche esplosive. Alcuni residenti si sono chiesti cosa fosse accaduto. Lettori hanno chiesto se ci fosse stata una bomba. Il più dei cittadini, però, era ben a conoscenza di quanto sarebbe dovuto accadere.

Per alcuni è il simbolo del nuovo che avanza, per altri uno dei segnali del declino dell'area industriale. Solo il tempo lo dirà. Nelle scorse settimane la questura ha reso note le procedure con cui, in due giorni distinti, le strutture stanno per sparire dalla linea dell'orizzonte. La seconda torre, alta 180 metri, 24 ore più tardi. Si tratta di un’area in via di dismissione e di bonifica nella disponibilità di un curatore.

L’autorizzazione all’utilizzo degli esplosivi è stata concessa dal questore, Danilo Gagliardi, acquisito il parere favorevole, con prescrizioni, emesso dalla Commissione tecnica territoriale per le materie esplodenti della Prefettura. Nella circostanza, per ragioni di ordine pubblico, è stata chiesta a capitaneria di porto e a Enac, ognuno per le proprie competenze, l’adozione di appositi provvedimenti per l’interdizione degli spazi adiacenti alle due torri. L'area è delimitata, con l'interdizione al transito alle persone non autorizzate.

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