Stop al superticket sanità in Veneto: «Quel balzello dovrà sparire per tutti»

Dal primo gennaio 2020 verrà abolito sulle prestazioni specialistiche per i redditi inferiori a 29 mila euro annui. Cgil: «Ora si pensi al personale sanitario e alle strutture territoriali»

Nella sanità veneta, a partire dal primo gennaio 2020, sarà abolito il “superticket” nazionale sulla prestazioni specialistiche ambulatoriali, introdotto nel 2011, per tutte le persone economicamente vulnerabili, con un reddito inferiore a 29 mila euro annui. Lo ha deciso la giunta regionale su proposta dell’assessore alla Sanità Manuela Lanzarin dopo riparto tra le Regioni italiane di una somma complessiva di 60 milioni di euro, dei quali 6 milioni 879 mila e 302 sono andati al Veneto.

«Iniqua»

«Un balzello che ritenemmo iniquo fin da subito, arrivando a ricorrere alla Corte Costituzionale contro un provvedimento pur assunto da un governo amico come quello presieduto da Silvio Berlusconi - dice il presidente Luca Zaia -. Alla Consulta fummo sconfitti, ma riuscimmo a rimodulare il ticket per venire incontro alle fasce più deboli, lasciando i 10 euro a chi aveva un reddito superiore a 29 mila euro, e scendendo a 5 per i redditi al di sotto di questa soglia. Parlo di prima vittoria perché non staremo fermi finchè non sarà possibile abolire l’intero superticket a tutti». «I veneti meno abbienti possono stare tranquilli - afferma Lanzarin - quel balzello non tornerà. Anzi, dovrà sparire anche al di sopra dei 29 mila euro».

«Puntare sul personale sanitario»

«Salutiamo con soddisfazione l’abolizione del superticket. È una richiesta da tempo sostenuta dalla Cgil del Veneto - dice Christian Ferrari, segretario del sindacato regionale - preoccupata per una situazione che vede tanti cittadini rinunciare alle cure a fronte dei costi elevati e della lunghezza delle liste d’attesa. Il provvedimento ora assunto dalla giunta non è la soluzione del problema che richiede un impegno più vasto e articolato, ma rappresenta comunque un segnale di attenzione. Si tratta ora di darvi continuità operando quell’insieme di interventi che riportino l’intera filiera della sanità veneta al rango di eccellenza, a partire dalle dotazioni di personale, dalla sua qualificazione e dal completamento delle strutture territoriali che rappresentano un importante tassello soprattutto per l’utenza più fragile ed in difficoltà».

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