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Abolizione della Provincia, per 152 dipendenti il destino resta incerto

Con l'avvio della riforma e della città metropolitana a partire da gennaio si presenterà il problema del ricollocamento dei funzionari provinciali

Sono un terzo dell'attuale organico della Provincia: 152 dipendenti che, al momento, non sanno quale sarà il loro destino a partire dal primo gennaio. Perché, come riporta la Nuova Venezia, la riforma delle province varata dal governo e l'istituzione della città metropolitana di Venezia impongono, di fatto, l'eliminazione dei loro incarichi.

I tagli da attuare per la Provincia di Venezia ammontano a 16 milioni di euro: di questi, 7 milioni e 200 mila dovranno essere ricavati, appunto, dall'estromissione di parte del personale, che però dovrà essere in qualche modo ricollocato. E il destino delle 152 persone coinvolte dai tagli è ancora tutto da decidere, anche se si ipotizza per alcuni di loro il prepensionamento e per altri un ritorno a carico della Regione Veneto.

Fatto sta che qualcuno dovrà pensare agli stipendi di questi dipendenti: e il timore diffuso è che la manovra, più che portare a un effettivo risparmio, comporterà una ridistribuzione dell'aggravio economico sulle varie amministrazioni pubbliche. L'unico taglio effettivo previsto sul personale, infatti, deriverà dai contratti a termine che nel nuovo anno non saranno rinnovati (una decina in tutto).

Ciò che è certo per ora è che il bilancio della Provincia, che finora era stato equilibrato, rischia di trovarsi in grosse difficoltà con questi tagli: molto probabile, di conseguenza, il blocco dei progetti cantierabili su lavori pubblici, scuole e viabilità già messi in programma.

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