Venerdì, 14 Maggio 2021
Cronaca

Ricetta per le casse del Comune: 50 milioni dall'abusivismo alberghiero

Arriva dal consigliere comunale del Pd Maurizio Baratello la proposta di modificare la Variante al Prg, arrivando a censire 721 unità edilizie oggi non classificate, attraverso l'autodenuncia

L'idea sarebbe quella di utilizzare il meccanismo dell’autodenuncia per fare emergere l’abusivismo alberghiero ed extralberghiero del centro storico veneziano e raccogliere, così, tra i 40 ai 50 milioni di euro, utili a sanare il bilancio e a evitare la venedita delle quote Save, attualmente inserita nel bilancio di previsione 2012 appena approvato.

A illustrare l'iniziativa al sindaco Giorgio Orsoni e alla sua maggioranza, è il consigliere comunale del Pd Maurizio Baratello, noto commercialista che ha collaborato anche alla stesura del bilancio.

Secondo il proponente, a Venezia ci sarebbero 250 alberghi e 1583 unità residenziali extralberghiere, di cui 376 affittacamere, 250 bed & breakfast, 721 appartamente per vacanze non classificati (al di sotto dei 45 metri quadri), e 246 classificati. All'interno di questo sistema, esisterebbe, allora, una fascia consistente di abusivismo edilizio, che è possibile far emergere - spiega Baratello - semplicemente modificando la Variante al Piano Regolatore Generale della Città Antica, agli articoli 13 e 21 che riguardano le norme tecniche di attuazione.

Si potrebbero, cioè, stabilire parametri diversi tra alberghi e affittacamere, oggi equiparati, arrivando a censire quelle 721 unità edilizie che oggi non lo sono, verificando anche il rispetto dei vari limiti che normano ciascun tipo di attività ricettiva. Gli stessi gestori - secondo quanto proposto dal consigliere Pd - dovranno dichiarare di essere in regola dal punto di vista normativo ed edilizio, attraverso l'autodenuncia, e, in caso di rifiuto, rischierebbero la chiusura dell’esercizio.

Verrebbe, quindi, regolarizzata la categoria e si farebbe emergere il "sommerso", ottenendone un incasso notevole per le piangenti casse del Comune. Cà Farsetti, infatti - ha spiegato Baratello - potrà applicare l’articolo 33 del Dpr 380 del 2001, il quale prevede, per chi non è in regola, il pagamento del doppio del valore immobiliare dell’esercizio. Ulteriori introiti per chi è irregolare riguarderebbero, poi, anche Iva, Imu, Irpef e addizionale Irpef. A tutto ciò si aggiunge anche una maggiorazione nell'incasso dell'imposta di soggiorno, che arriverebbe a coinvolgere esercizi che ora non la pagano.

Infine Baratello ha invitato ad accelerare i tempi, a mettere al lavoro una task-force di una trentina di dipendenti, a collaborare con l’Agenzia delle Entrate, affinché la modifica alla Variante al Prg della Città Antica possa essere approvata nel giro di un mese.

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