"Modificato e in parte demolito" il ristorante progettato da Scarpa

La Finanza ha denunciato il legale rappresentante del camping Fusina, al pari del presidente di un'associazione, per abusi in aree demaniali

Nel 2010 avevano organizzato pure una mostra per il 50esimo anniversario dell'apertura del campeggio Fusina, progettato dall'architetto Carlo Scarpa. Carte e progetti autografi. Un vanto per la struttura ricettiva, che ora però si ritorce per certi versi contro: il legale rappresentante del camping (dietro pare ci sia una società) è infatti stato denunciato per abuso edilizio, paesaggistico e modifica di un bene storico-culturale.

Spieghiamo meglio: proprio per il fatto di essere stati concepiti dal famoso architetto, alcuni stabili sono stati sottoposti a vincolo dal ministero per i Beni culturali. Quindi nulla si può fare senza apposita autorizzazione: "Invece il bar-ristorante del campeggio è stato modificato, in parte demolito e ampliato senza nulla osta", dichiara la guardia di finanza, la quale continua con l'operazione "Alcione", che ha l'obiettivo di stanare eventuali abusi su aree demaniali, per poi recuperare anche eventuali imposte evase. Già al Lido di Venezia gli accertamenti avevano messo nella rete vittime eccellenti, compreso l'Excelsior.

Nei giorni scorsi, invece, l'attenzione delle fiamme gialle si è concentrata sull'area di Fusina. Al termine dei controlli i baschi verdi hanno rilevato che nel campeggio con il passare degli anni erano stati realizzati vari immobili, container, tettoie e tensostrutture per una superficie complessiva di 1200 metri quadri, senza i prescritti permessi edilizi e paesaggistici. Per questo motivo la Finanza ha denunciato il legale rappresentante dell'attività, pare una società. I reati contestati sono abuso edilizio, paesaggistico e modifica di un bene storico-culturale: si tratta del bar-ristorante del campeggio, progettato sempre da Carlo Scarpa. Come detto, sarebbero state accertate varie modifiche, compresi ampliamenti e demolizioni. Inoltre sarebbe stato accertato lo sfruttamento di un terreno a seminativo in cui sarebbe stato costruito un ricovero per imbarcazioni.

Allo stesso modo, sempre a Fusina, la guardia di finanza ha scoperto che un'associazione sportiva remiera aveva ampliato, senza autorizzazione, lo specchio acqueo in concessione, destinato all'ormeggio delle imbarcazioni dei soci. Una parte di un argine demaniale è stato occupato in maniera abusiva da una vecchia roulotte utlizzata come una specie di ricovero e alloggio, oltre che da altre attrezzature per i natanti. Il presidente dell'associazione è quindi stato denunciato per abuso edilizio, paesaggistico e occupazione abusiva di area demaniale. Oltre al filone penale delle indagini, però, di pari passo c'è anche qello fiscale: "Il Comune di Venezia è stato attivato per l'emissione dellle ordinanze di ripristino dello stato dei luoghi - conclude la Finanza - e sono state avviate le procedure per il recupero dei canoni demaniali non versati". 

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