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Abusivi in trappola, blitz nei bus da Mestre a Jesolo. "Ora pattuglie con le telecamere"

Una ventina di venditori identificati nel tragitto verso le spiagge, due espulsioni e articoli sequestrati. Operazione interforze tra le polizie locali di Venezia e del litorale

Un'azione coordinata per bloccare i gruppi di venditori abusivi diretti sulle spiagge di Jesolo. L'idea, concepita dal comandante della polizia locale Caudio Vanin e raccolta dal collega veneziano Marco Agostini, ha portato a risultati importanti: l'identificazione di una ventina di "personaggi noti" finora mai eseguita, oltre all'avvio della procedura di espulsione per due di loro e tre denunce.

L'operazione

Gli operatori hanno bloccato tre autobus della tratta Mestre-Jesolo: sono stati gli agenti in borghese, piazzati al capolinea Atvo della stazione di Mestre, a segnalare ai colleghi quali fossero i mezzi su cui salivano gli abusivi. "Il primo alle 7.30 - spiega Vanin - poi abbiamo lavorato per 14 ore ininterrottamente. Abbiamo dovuto aggirare il problema legato al fatto che i venditori, per evitare i controlli in spiaggia, si muovono in gruppi di 20 o 30. Situazioni in cui non è possibile intervenire. Cerchiamo di bloccare queste persone prima che entrino nelle spiagge. Li fermiamo sugli autobus, ma ultimamente avevano delle sentinelle alle fermate. Quindi l'idea è stata quella di bloccarli 'alla fonte', a Mestre. Così è iniziata un'indagine in collaborazione con il Comando veneziano". Racconta Gianni Franzoi, responsabile del servizio di Sicurezza urbana della polizia locale di Venezia: "Sono state impegnate 13 pattuglie. Abbiamo tenuto un'aliquota di agenti in borghese alla stazione Atvo della stazione di Mestre, controllando dove dislocavano la merce e segnalandolo ai colleghi. Sono state sequestrate alcune decine di borse e di articoli contraffatti. I bus sono stati fermati all'altezza Cantieri Aeronavali. È stato messo in strada anche un mezzo pubblico sostitutivo per evitare disagi ai turisti".

Identificazioni ed espulsioni

Una ventina le persone individuate a bordo dei mezzi: sono state portate in Comando a  Venezia, dove erano pronte una squadra pronta per i rilievi fotodattiloscopici e una sezione della questura per i controlli di regolarità sul territorio italiano. 17 degli identificati sono senegalesi, 2 della Guinea, uno dell'Eritrea. Otto di loro sono stati portati in Comando per gli approfondimenti del caso: di questi, due sono stati espulsi, mentre per altri due sono scattate le segnalazioni alle questure di Venezia e Avellino perché avevano richiesto il perrmesso di soggiorno. Tre le denunce per vendita di merce contraffatta. Si tratta di un passaggio importante perché se in futuro questi abusivi si renderanno responsabili di resistenza o altri reati ne risponderanno penalmente. Finora, invece, la fuga garantiva loro l'impunità. Oltretutto, è stato detto in conferenza stampa, d'ora in avanti il contrasto ai loro crimini sulle spiagge del litorale sarà reso più efficace grazie all'utilizzo di telecamere da parte degli agenti di polizia locale di Jesolo.

"Collaborazione senza precedenti"

Per l'assessore alla Coesione sociale del Comune di Venezia, Simone Venturini, si tratta di un successo: "La collaborazione tra comuni è l'inizio di un percorso che porterà grandi risultati nel breve e medio termine. Due forze di polizia di primo livello hanno saputo collaborare e agire in maniera efficace. L'amministrazione sta investendo su sicurezza e sul contrasto al degrado urbano, un impegno senza precedenti". Aggiunge Giorgio D'Este, assessore alla Sicurezza: "Lavorariamo per passare da un profilo amministrativo a un profilo penale, per poterli aggredire sul permesso di soggiorno. Non è più tollerabile invadere il territorio con queste attività illegali che minano anche l'immagine delle città".

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