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UN LETTORE: "Se le acciaierie Afv Beltrame chiudono sono rovinato"

140 posti di lavoro a rischio nello stabilimento di Porto Marghera, per un piano di investimenti da 10 milioni tradito. "Allora - denuncia questo padre di famiglia - perchè nessuno ne parla?"

“Sono un operaio dell'Afv Beltrame che rischia di perdere il posto di lavoro per chiusura dell'azienda. Entro il 5 aprile ci diranno se rischiamo la chiusura”. Con queste parole un nostro lettore ha scelto di raccontare il proprio sconcerto e sconforto per la difficile situazione lavorativa in cui, da qualche mese, si è trovato costretto a vivere. “Ho 3 figli e non so che farei se perdessi il posto”. Un grido sicuramente disperato ma non isolato.

Il gruppo siderurgico vicentino Beltrame è leader in Europa nel mercato dei laminati mercantili ed è proprietario della Afv Sidermarghera di via del Commercio a Porto Marghera, dove lavorano circa 140 persone. Meno di un anno fa, il gruppo aveva convinto i sindacati ad accettare il prolungamento della cassa integrazione e la riduzione del personale di 25 unità (utilizzando gli ammortizzatori sociali di accompagnamento alla pensione d’anzianità), in cambio della promessa di un piano di investimenti, pari a 10 milioni di euro, che sarebbe dovuto servire, grazie all’utilizzo di tecnologie innovative, alla modernizzazione e ottimizzazione del ciclo produttivo. In tale occasione, lavoratori e sindacati avevano, a malincuore, accettato il compromesso, preoccupati per le sorti dell’attività produttiva e dei restanti posti di lavoro.
 
Nelle scorse settimane la direzione aziendale ha, tuttavia, annunciato il proprio dietrofront, il ritiro, cioè, del piano di investimento, e l’avvio di un nuovo piano di ristrutturazione dei siti produttivi. Da tale annuncio sono sorte forti tensioni in capo ai lavoratori, i quali, preoccupati di perdere il proprio posto di lavoro, hanno percorso anche la via dello sciopero.
 
Eppure, prosegue il nostro lettore, “nessuno si occupa di divulgare la notizia”, forse, azzarda, si attende, come sempre, “qualche gesto estremo disperato”. 
 
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