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Mercoledì, 24 Aprile 2024
Emergenza Ucraina

La rete dell'accoglienza: oltre 600 posti letto nelle abitazioni, accordi con Actv

L'amministrazione sta valutando una tessera per i mezzi pubblici per garantire spostamenti gratuiti ai profughi

La rete dell'accoglienza per le persone in fuga dalla guerra in Ucraina coinvolge tutta la città metropolitana di Venezia, un lavoro di squadra a cui partecipano le istituzioni, il terzo settore e i cittadini. Il punto è stato fatto stamattina, 16 marzo, nel corso di un incontro con il sindaco Luigi Brugnaro e l'assessore Simone Venturini: «Ci siamo attivati fin da subito, a partire da 3 settimane fa - ha spiegato Venturini - assieme alla Caritas e alla comunità ucraina. È un sistema flessibile, che vede aggiungersi pezzi di giorno in giorno. Nell'emergenza, la cosa più importante è risolvere i problemi immediati e tentare di anticipare quelli a venire: quindi trovare le strutture per ospitare, porre i temi legati alla salvaguardia, ai tamponi e ai vaccini».

C'è stata, secondo l'assessore, una grande mobilitazione della città e «un clima straordinario di voglia di mettersi a disposizione, tra donazioni e accoglienza, anche tramite il portale regionale degli alloggi. A breve - ha spiegato - arriveranno i profughi con più difficoltà. Tra i temi che stiamo affrontando ci sono quelli della scuola e delle attività diurne per l'integrazione dei bambini. Oltre a quelli dei trasporti, del lavoro e della lingua». Proprio sui trasporti si è soffermato il sindaco Brugnaro: «Per quanto riguarda i mezzi pubblici cercheremo, assieme ad Avm/Actv, di mettere a punto una "tessera per il rifugiato ucraino", con la quale queste persone potranno salire a bordo e viaggiare nella città metropolitana». La tessera, nelle intenzioni del primo cittadino, sarà «integrata con le informazioni del sistema sanitario».

Sul fronte dell'ospitalità il dirigente del settore coesione sociale, Danilo Corrà, ha spiegato: «Abbiamo ospitato fino a 130 persone in un albergo vicino alla stazione, in maniera più che dignitosa, per consentire un impatto meno traumatico possibile». Nell'ostello «sono transitate 283 persone, dall'inizio a oggi, tra quelle presenti a quelle che si sono spostate». Nel frattempo la Caritas si è mossa attraverso la rete delle parrocchie. «Ad oggi - riepiloga Corrà - nella città metropolitana sono state inserite 257 disponibilità di cittadini per il proprio alloggio, per un totale di 618 posti letto. Di questi, 189 nel comune di Venezia». Grande attività anche della protezione civile, che ha impegnato centinaia di uomini a supporto di tutta la rete, dal trasporto agli hub all'assistenza per chi arriva in stazione o con i bus. Altri sforzi riguardano l'integrazione: il Comune ha potenziato i servizi di mediazione culturale, reclutando operatori ad hoc.

Sull’importanza della collaborazione ha posto l’accento anche Stefano Enzo, direttore Caritas diocesana. «È il valore del far rete, una testimonianza importante di come sia l’intera Polis ad accogliere queste persone senza lasciarle sole: in un primo momento nelle strutture e poi nelle famiglie che hanno dato disponibilità». Don Yaroslav Chaykivskyy, cappellano della comunità ucraina di Venezia, ha ricordato il sostegno offerto dalla Chiesa veneziana e dal patriarca Moraglia. «La macchina dell’accoglienza sta funzionando e siamo davvero grati alla comunità veneta e ai numerosi volontari che stanno dimostrando grande generosità nel sostegno e nell’aiuto concreto».

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