Domenica, 25 Luglio 2021
Cronaca

Avm Actv-sindacati più vicini all'accordo. In Consiglio rottura sul tpl fra maggioranza e opposizione

Il sindaco Brugnaro: «Ora c'è una trattativa con le persone di buona volontà. Stiamo facendo di tutto per salvare l'azienda». La minoranza: «Per capire i disagi bisogna viaggiare con la gente sui vaporetti»

Foto web degli affollamenti in attesa dei mezzi

Discussione fiume sul trasporto pubblico locale in Consiglio comunale giovedì. Si sono alternati i consiglieri di opposizione, quelli di maggioranza, i sindacati, l'azienda Avm, e il sindaco Luigi Brugnaro. Un'assemblea che ha finito per sancire la lontananza delle parti su tutti i problemi che da 5 mesi dividono la città. Dalla disdetta aziendale degli accordi di secondo livello alla crisi economica del gruppo; dalle restrizioni del Covid alla capienza ridotta e le liti a bordo dei mezzi fra utenti inferociti e dipendenti aggrediti. In mezzo l'azienda a destreggiarsi fra ordinanze, cambi di zona e rischio di default, e i sindacati a gestire proteste, dichiarare scioperi, chiamare in causa governo e regione sui fondi per i mancati incassi con il venir meno del turismo. Un dibattito che giovedì è cominciato molto prima del Consiglio, già in mattinata, quando una federazione di segreterie sindacali ha presentato alle Rsu il documento proposto dall'azienda, che la stessa ha blindato passandolo alle organizzazioni già firmato, come a dire: "mancate solo voi". 

«La linea del Piave»

«Un testo che sappiamo essere la "linea del Piave" - ha commentato il segretario della Uiltrasporti Francesco Sambo - O dentro o fuori. Che ci siamo però riservati di discutere unitariamente all'interno della assemblee sindacali. Le più ampie, quelle della navigazione e dell'automobilistico, si svolgeranno in spazi aperti come il piazzale del Tronchetto o piazzale Cialdini a Mestre. Quelle meno numerose potranno essere on line, si cominicia martedì. Entro il 25 daremo la nostra risposta definitiva all'azienda». Sambo parla di «aperture importanti» contenute nel documento, come la stabilizzazione di 50 precari fra gli automobilisti in servizio dal primo luglio e il rientro degli stagionali dal venerdì alla domenica. «Se però non ci sarà un aumento dei servizi, come il prolungamento del 2 fino al Lido per esempio, ci chiediamo a cosa serviranno questi rinforzi - dice Sambo - C'è poi la questione dell'affidamento parziale all'esterno di alcuni servizi. Ad oggi parliamo del 10%, ma nella proposta di accordo si arriva al 20, se non al 30% e questo rassicura poco». Obiezioni anche sui sei minuti, riconosciuti in precedenza, necessari a cambiare il posto guida sul tram, che adesso verrebbero persi.

Il sindaco

L'impegno al mantenimento in house del servizio e dei posti di lavoro è stato ribadito dal sindaco Brugnaro in Consiglio. «Ringrazio quanti ci hanno aiutato in quest'anno e mezzo di pandemia. Ovviamente c'è chi ha urlato ed è perfino arrivato alla violenza come nel caso del lavoratore Actv che ha aggredito un sindacalista della Cisl. Per più di due mesi qualcuno non si è seduto al tavolo a trattare. Ma non dirò nulla sulla questione, perché potrebbe essere occasione di strumentalizzazione da parte delle opposizioni, le quali non vogliono capire che c'è stata un'epidemia mondiale. Mai uscirà una parola da parte mia. Ora c'è una trattativa sindacale con le persone di buona volontà. C'è chi si lava la bocca e non siede ai tavoli di trattativa, e questo non possiamo accettarlo. Ai lavoratori dico stiamo facendo di tutto per salvare l'azienda e con i numeri di adesso non è facile. Una cosa è certa: l'azienda va ristrutturata e non ci saranno rendite di posizione. Molti l'hanno capito. Alle opposizioni dico continuate a dire bugie, a fomentare gli animi. Continueremo a sorvgliare i pontili per la sicurezza non solo dei lavoratori ma anche dei cittadini e dei passeggeri perché le azioni dimostrative siano sconfitte».

La mozione della minoranza

«Dopo la ripartenza di molte attività e del settore turistico, con l'aumento della mobilità, nelle ultime settimane si stanno registrando numerosissimi disservizi che stanno creando molte difficoltà agli utenti. E questo perché vengono mantenuti gli orari invernali nel settore della navigazione, con tempi di percorrenza per alcune linee che risultano superati (e che normalmente d'estate venivano aumentati per tener conto del maggior carico dei mezzi) - spiegano nella mozione congiunta i consiglieri Alessandro Baglioni, Monica Sambo, Pier Paolo Baretta, Alberto Fantuzzo, Emanuele Rosteghin, Giuseppe Saccà, Paolo Ticozzi ed Emanuela Zanatta (Partito democratico), Gianfranco Bettin (Verde Progressista), Marco Gasparinetti (Terra e Acqua), Giovanni Andrea Martini (Tutta la città insieme!), Cecilia Tonon (Venezia è tua), Sara Visman (M5S) - Nei fine settimana si creano lunghe file di utenti diretti alle isole e i tempi di attesa per l'imbarco nel ferry-boat sono anche di alcune ore. Sovraffollamenti si verificano anche nel settore automobilistico e tranviario». Per questo, secondo i gruppi d'opposizione, «occorre ripristinare gli orari dei servizi estivi; che vengano potenziati i collegamenti con il Lido e il servizio di ferry-boat, che la linea 3 sia considerata strutturale al fine di evitare il sovraffollamento dei mezzi». I gruppi esprimono solidarietà ai lavoratori aggrediti e condannano ogni forma di violenza. «Penso che un lavoratore possa operare bene se è messo nelle condizioni di farlo al meglio», sostiene Visman.

Il dibattito

«Non possiamo pensare di sapere cosa sia giusto fare meglio della dirigenza, a cui il Comune si affida per la gestione di un servizio delicato e complesso. Forse è necessario fare un passo indietro e che ognuno faccia la propria parte», commenta la consigliera di Forza Italia Deborah Onisto. «La scelta di non convocare le commissioni sul trasporto pubblico penso sia giusta perché volevamo evitare strumentalizzazioni», dice il consigliere Fucsia Alessio De Rossi. Di altro avviso Paolo Ticozzi del Pd. «Si era detto di provare a collaborare ma non mi sembra ci sia stata alcuna apertura da parte della maggioranza, abbiamo chiesto di portare il nostro contributo, fare le nostre proposte, ma non siamo mai stati ascoltati». «Forse non ci rendiamo conto del fallimento di tutti nel momento in cui le fermate dei mezzi pubblici sono presidiate da agenti di vigilanza armati. Una situazione così l'ho vista soltanto nel 2016 a Bruxelles dopo gli attentati terroristici - commenta Gasparinetti - e se vogliamo parlare della flotta Actv, abbiamo attualmente 200 mezzi, di cui 146 di linea e 54 non di linea. L'età media delle motonavi è di 60 anni; quella dei traghetti di 39. Il 30% del totale dei mezzi disponibili è sistematicamente in manutenzione». Eppure l'investimento, secondo il direttore di Avm Giovanni Seno, c'è. «Nonostante l'acqua granda, il Covid, 85 milioni di buco nel 2020 e altri 74 milioni di perdite previste nel 2021, 130 milioni verranno investiti in nuovi mezzi». 

L'ipotesi di accordo

«Rappresenta la prima tappa di un percorso condiviso - si legge nella proposta aziendale di accordo - il cui obiettivo è quello di arrivare a un nuovo accordo integrativo di Actv (parte normativa e parte monetaria) entro il primo trimestre 2023». Il percorso è la risposta all'emergenza pandemica iniziata a febbraio 2020 che sta protraendo i suoi effetti anche nell'anno in corso con previsione di un ritorno alla "normalità" presunta non prima del 2023. La tenuta delle previsioni dovrà essere continuativamente verificata, resta in ogni caso indispensabile intervenire per garantire la continuità aziendale e i livelli di servizio erogati ai cittadini, nel rispetto di quanto previsto dai contratti di servizio attualmente in essere con gli enti affidanti. Considerato un auspicato e progressivo ritorno alla normalità, il percorso contrattuale da intraprendersi prevede alcuni capisaldi non derogabili: salvaguardia dei posti di lavoro, conservazione della natura pubblica della società, in applicazione dei contratti di servizio e in relazione al ritorno alla normalità sarà attentamente valutata da parte dell'azienda con il coinvolgimento della Rsu mese dopo mese. Nella mobilità lagunare il regime dei riposi viene così articolato: per i mesi da aprile ad ottobre compresi, il regime dei riposi si svolgerà nella modalità 6+2/6+1; per i mesi da novembre a marzo compresi, il regime dei riposi si svolgerà nella modalità 6+2/6+2/6+2/6+1: resta comunque inteso che il regime di riposi sarà uno dei principali punti di verifica a gennaio 2022.

Le soste fisiologiche per la mobilità di terraferma e le soste pasto vengono percentualmente dimensionate in un intervallo medio compreso tra il 17% e il 23 dei tempi lavorati; in ogni caso la media delle soste dei turni facenti capo ad una linea è pari al 20% dei tempi lavorati. Nella costruzione dei turni dei servizio urbano Mestre vengono superati i limiti che non siano stati oggetto in passato di accordi formali: a titolo esemplificativo il numero massimo di corse sul ponte della Libertà. Nella costruzione dei turni tram sono previsti turni spezzati. Le ferie programmate estive per tutto il personale vengono organizzate su 6 periodi da 15 giorni, nel periodo dal 15 giugno al 15 settembre, rimanendo confermata l'eliminazione dell'istituto dei cosiddetti agganci. Su richiesta delle organizzazioni sindacali e Rsu la bozza sarà soggetta alla ratifica delle assemblee dei lavoratori entro venerdì 25 giugno.

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