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Nuovi assi per le Gallerie dell'Accademia: acquisiti capolavori di Vasari, Bellotti, Hayez

Uno sforzo importante dello Stato e di alcune associazioni private hanno permesso, per il bicentenario dall'apertura al pubblico, di riportare in laguna quattro opere fondamentali

Quattro acquisizioni destinate ad arricchire ancora di più il patrimonio artistico delle Gallerie dell'Accademia in occasione del bicentenario della prima apertura pubblica del museo. L'operazione è stata resa possibile dal ministero dei Beni culturali, con la collaborazione di Venetian Heritage e del Venice in Peril Fund di Londra. Le acquisizioni sarà presentate ufficialmente il 26 gennaio prossimo: si tratta di dipinti di Giorgio Vasari (La Speranza), Bernardo Strozzi (frammento della Parabola del banchetto di nozze), Pietro Bellotti (Autoritratto come allegoria dello Stupore) e diciotto disegni di Francesco Hayez per il dipinto "La distruzione del tempio di Gerusalemme". 

Vasari 

Vasari giunge a Venezia nel dicembre del 1541, ottenendo la commissione di alcuni dipinti destinati al soffitto di una sala di palazzo Corner, che avranno un grande effetto sulla pittura veneta, in particolare su Tintoretto, Veronese e Tiziano. Il soffitto, sul finire del Settecento, viene smontato e i comparti dispersi sul mercato internazionale. Grazie al lavoro delle Soprintendenze veneziane lo Stato ha riacquistato tutti i frammenti dal 1987, coordinandosi per gli ultimi due recuperi con Venetian Heritage Onlus e Venice In Peril Fund. Dopo l'arrivo de 'La Speranza' il progetto finale sarà la restituzione a Venezia del ricomposto complesso in una delle sale delle Gallerie. 

Strozzi 

La tela di Strozzi, acquistata nel 2017 dallo Stato attraverso acquisto coattivo, è un frammento di una composizione più ampia di formato ovale rappresentante la Parabola del banchetto di nozze. Era originariamente conservata nella chiesa dell'Ospedale degli Incurabili a Venezia e la sua iconografia è ricostruibile a partire dai bozzetti preparatori, agli Uffizi e all'Accademia Ligustica di Genova. 

Bellotti 

L'autoritratto di Bellotti è entrato in possesso dello Stato nel 2017 attraverso acquisto coattivo. Citato dal letterato Giovan Giorgio Nicolini ne Le ombre del pennello glorioso (1659), è una delle invenzioni più singolari e evocative della produzione dell'artista. Già avvicinata al nome di Giorgione, la tela mostra il tentativo da parte di Bellotti - comune a diversi pittori seicenteschi attivi in laguna - di recupero della tradizione cinquecentesca veneziana. 

Hayez 

Infine, i disegni di Hayez acquistati dalle Gallerie dell'Accademia a dicembre e presentati al pubblico per la prima volta in assoluto, sono schizzi preparatori per il grande dipinto su tela 'La distruzione del tempio di Gerusalemme'. Veneziano di nascita e formazione, Hayez fu un protagonista assoluto del Romanticismo italiano e uno dei maggiori pittori europei dell'Ottocento. I disegni testimoniano la complessità dell'elaborazione del dipinto e l'evolversi dei progressivi aggiustamenti attraverso una miriade di soluzioni.
 

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