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Actv nel caos, con il crollo della Giunta a rischio gli orari estivi

Vaporetti e Giracittà dovevano ritornare alle frequenze originarie, ma senza soldi e senza interlocutori in Comune e in Regione è tutto bloccato

La “crisi di governo” a Venezia, tra arresti, dimissioni, Giunta azzerata e Municipalità decadute, travolge tutta la città e, a cascata, finisce per mettere in crisi i piani preparati per l'estate in laguna, come quello di riorganizzazione degli orari per i mezzi pubblici. Come riporta la Nuova Venezia, infatti, le nuove modifiche per vaporetti e Giracittà sono “congelate” per mancanza di soldi e, soprattutto, di interlocutori e a finire nel mezzo sono ancora una volta i cittadini.

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TUTTO BLOCCATO – La battaglia per gli orari dei battelli era stata ferocissima: dopo cadenzamenti bocciati dalla gran parte dei residenti e Giracittà altrettanto contestati, i vertici di Actv avevano deciso di ripristinare i vecchi orari tanto in Canal Grande quanto per le linee “periferiche”, nonostante per mesi avessero sostenuto l'impossibilità di una simile strategia. Ed effettivamente le difficoltà non mancano: un parco mezzi ormai ridotto all'osso, pontili scomodi e sempre pieni ma, soprattutto, mancanza cronica di fondi. Ora, senza più una Giunta comunale o un assessore regionale alle Infrastrutture il compito di rimettere tutto a posto pare impossibile: Luca Scalabrin, presidente Actv, spiega che l'azienda ha un contratto di servizio e per cambiare le cose serve quindi copertura finanziaria, o si rischia di non riuscire a pagare gli stipendi ai dipendenti. I soldi però sono bloccati, anzi, la ditta di trasporti avanza dalla Regione otto milioni al mese da inizio anno; in più, senza un interlocutore in Comune, si può procedere solo con quanto già deliberato. Unica speranza sono le ultime ore di vita del Consiglio di Ca' Farsetti, che potrebbe decidere di approvare qualche ultimo provvedimento prima di passare la palla al commissario, il 2 luglio. Al momento la linea 4.1-4.2 è già stata riportata alla frequenza di 20 minuti, mancano però ancora la 5.1-5.2 e le linee 1 e 2, in attesa di approvazione. Sfuma, infine, anche la proposta della gestione “in house”, senza gare d’appalto. L'unica cosa che si può fare, al momento, è incrociare le dita.

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